Fedez e l’aggressione a Iovino: «Un problema per gli ultrà del Milan»

L’aggressione nei confronti del personal trainer Cristiano Iovino da parte di Fedez e del suo bodyguard Christian Rosello ha rappresentato un problema per la Curva Sud del Milan. Perché il coinvolgimento degli ultras rossoneri ha attirato l’attenzione della polizia e dei media sulla curva. Per questo «le conseguenze della vicenda vennero affrontate e gestite secondo le logiche proprie dell’organizzazione con l’intervento del suo capo riconosciuto Luca Lucci, amico all’epoca del rapper».
La sentenza
Sono le motivazioni della sentenza con cui il 25 giugno la Corte d’Appello di Milano ha condannato, con rito abbreviato, Rosiello a 3 anni e 8 mesi di reclusione, a 5 anni Francesco Lucci, fratello dell’ex leader della curva Sud rossonera Luca (condannato a 10 anni nell’altro filone del processo abbreviato), e a 3 anni e 6 mesi Riccardo Bonissi. Il Quotidiano Nazionale ricorda oggi che la sentenza è arrivata nel procedimento sull’accusa di associazione a delinquere.
Fedez non è mai stato coinvolto in questo procedimento e per la vicenda Iovino la sua posizione è stata già archiviata nel 2025 in un fascicolo autonomo che era stato aperto per rissa e lesioni. I giudici (Lai, Di Censo, Trigilio) hanno anche confermato le provvisionali di risarcimento da 40mila euro a favore del Milan e da 20mila euro per la «Lega Serie A». Tra gli episodi contestati nell’accusa di associazione per delinquere, anche il bagarinaggio sui biglietti, oltre ad altre aggressioni.

