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27 Settembre 2026 - 13:59 Gabriele Fazio

Anna Castiglia – La paura in tasca

Non è che servisse chissà quale conferma, ma La paura in tasca, eventualmente, lo sarebbe di certo: Anna Castiglia è una delle nostre migliori autrici, l’erede di una tradizione cantautorale sempre più rara da intercettare, perlomeno così come la serve lei, in purezza, cruda, senza alcun ammiccamento furbetto. Solo una voce chiara, pulita, sensuale e sorniona allo stesso tempo, adagiata su questi arpeggi di chitarra morbidi e soavi, non troppo vagamente brasileri (e forse non a caso diversi pezzi sono prodotti da Ramiro dei Selton), carica di quella fascinosa ironia con la quale ci ha conquistati negli ultimi anni. Certo, è evidente la volontà anche di andare oltre, per dire: in questo disco non c’è nessuna canzone in dialetto siciliano, ha tolto pure gli occhialoni nella foto di copertina. Ma la sostanza artistica è rimasta intatta, si tratta di un disco, perfetto, da degustare pezzo dopo pezzo, senza sbavature, da artisti di spessore, che in certi punti, la buttiamo lì, vi ricorderà anche certe atmosfere alla Vanoni (ascoltate Ho finito i pezzi latin e poi ne riparliamo). Insomma, roba di livello, roba che da speranza. Roba alla Anna Castiglia. Eccellente.