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Attacco alla base di Fairford, rilasciati su cauzione i cinque sospetti: «Potrebbero aver agito per uno Stato straniero»

28 Settembre 2026 - 19:01 Antonia Verderosa
Rilasciati su cauzione i cinque sospetti
Rilasciati su cauzione i cinque sospetti
I cinque, cittadini britannici tra i 23 e i 25 anni, restano sotto indagine. L'Iran nega ogni coinvolgimento
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Sono stati rilasciati su cauzione i cinque giovani fermati nella notte tre sabato e domenica vicino alla base militare di RAF Fairford, nel Regno Unito, con l’accusa di aver preparato un possibile attentato. Hanno tutti poco più di vent’anni, sono cittadini britannici e vivono a Londra. Dopo una notte di interrogatori, i giudici hanno disposto il loro rilascio, ma l’indagine dell’antiterrorismo britannico prosegue.

«I cinque non saranno liberi: dovranno rispettare limitazioni di azione e movimento, in attesa che si completino le indagini preliminari», ha affermato il capo dell’antiterrorismo di Scotland Yard, Laurence Taylor. I fermati hanno tra i 23 e i 25 anni e sono residenti a Londra. L’accusa per i sospetti è di preparazione di un atto terroristico e di violazione della legge sugli esplosivi, secondo l’articolo 5 del Terrorism Act.

La pista dello Stato straniero

Resta da capire perché i cinque si trovassero nei pressi della base di Fairford e per conto di chi avrebbero eventualmente agito. Taylor ha spiegato che gli investigatori stanno esaminando «ogni possibile angolazione», compresa l’ipotesi di persone che abbiano operato «per procura» oppure, «consapevolmente o inconsapevolmente, per conto di uno Stato straniero». Tra le piste al vaglio c’è quella iraniana: Teheran aveva indicato Fairford come possibile obiettivo dopo l’utilizzo della base da parte degli Stati Uniti. Ma l’antiterrorismo non esclude altre ipotesi, compresa quella che dietro l’azione ci fosse un movente economico, con i cinque che potrebbero aver agito in cambio di denaro.

Il governo britannico mantiene per ora il riserbo. Dalla conferenza del Labour a Liverpool, il ministro Wes Streeting ha ricordato che Londra è consapevole delle minacce provenienti dall’Iran, precisando però di non voler stabilire alcun collegamento tra Teheran e quanto accaduto a Fairford. L’ambasciata iraniana nel Regno Unito ha invece respinto «categoricamente» qualsiasi coinvolgimento, definendo le ricostruzioni circolate sulla stampa «illazioni vergognose» mentre l’Iran, sostiene la rappresentanza diplomatica, «è sotto attacco di Stati Uniti e Israele».

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