Occhio alla bistecca: consumi elevati di carne rossa aumentano il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 (del 63%)

Chi consuma troppa carne rossa potrebbe ammalarsi di diabete di tipo 2. È quanto afferma uno studio preliminare francese presentato al congresso dell’EASD (l’Associazione europea per lo studio del diabete), che dal 28 settembre al 2 ottobre riunisce a Milano 13mila delegati da tutto il mondo. La causa, secondo quanto sostenuto da Léopold Fezeu dell’Université Sorbonne Paris Nord, sarebbe da ricercare in una particolare molecola di zucchero presente nella carne rossa, la Neu5Gc, che aumenterebbe del 63% il rischio di sviluppare la malattia. I risultati della ricerca, infatti, dimostrano che maggiore è l’apporto di Neu5Gc, più elevato è il rischio di ammalarsi. «Il nostro studio conferma l’infiammazione cronica come meccanismo specifico che collega il consumo di carne rossa al diabete di tipo 2» – ha precisato l’autore dello studio – «e sebbene non siamo in grado di sapere con esattezza qual è il livello di Neu5Gc che innesca la risposta immunitaria, i nostri dati suggeriscono che consumi maggiori di Neu5Gc derivati da carne sono associati a un rischio progressivamente maggiore di diabete 2».
Cos’è la molecola Neu5Gc e perché è pericolosa
La molecola Neu5Gc è uno zucchero prodotto dalla maggior parte dei mammiferi (ma non più dall’uomo), presente nella carne rossa, in particolare in quella di manzo e di agnello, e in misura minore anche nei prodotti lattiero-caseari. Consumando alimenti che la contengono, la Neu5Gc viene assorbita e incorporata metabolicamente nei tessuti umani, dove agisce come una molecola estranea attivando così una risposta immunitaria cronica, che è stata precedentemente associata a malattie cardiovascolari e cancro e adesso anche a diabete di tipo 2.
Lo studio sul consumo di carne rossa e la molecola Neu5Gc
Lo studio, che è durato circa 7 anni, ha coinvolto 89.953 adulti chiamati a compilare diari alimentari giornalieri per stimare l’apporto di Neu5Gc. Nell’analisi sono state incluse tutte le carni rosse (manzo, agnello e maiale), mentre i prodotti a base di carne lavorata (come pancetta, salsicce e salumi) sono stati classificati come gruppo alimentare distinto. I ricercatori hanno stimato l’apporto di Neu5Gc di ciascun partecipante considerando tutti gli alimenti consumati e basandosi sul contenuto di Neu5Gc misurato per ogni alimento. I partecipanti sono stati quindi suddivisi in cinque gruppi in base all’assunzione di Neu5Gc derivante dalla carne.
I risultati dello studio
I consumi maggiori tra i maschi si aggiravano intorno ai 97 g di carne rossa al giorno (136 g includendo la carne lavorata), mentre tra le donne intorno ai 73 g (96 g). I consumi più bassi invece si aggiravano intorno ai 5 g (21 g) per i maschi e 0 g (9 g) per le femmine. Lo studio ha identificato 966 casi di diabete 2 e ha evidenziato una correlazione tra maggiore apporto di Neu5Gc derivante dalla carne e rischio più elevato di ammalarsi, superiore del 63% rispetto ai soggetti che invece assumevano piccole quantità di questo zucchero.
La presenza di Neu5Gc nei latticini
L’analisi non ha invece riscontrato alcuna associazione tra la Neu5Gc derivata dai latticini e il diabete 2, dato coerente sia con il minore contenuto di questo zucchero nel latte vaccino sia con le porzioni più ridotte che si consumano.

