Ultime notizie CarovitaDelitto di GarlascoNazionale italianaScuolaUcrainaVladimir Putin
ATTUALITÀAlimentazioneAnimaliLavoro e impresaRistoranti

Bottura e più di 100 chef stellati contro il salmone allevato: cosa prevede la mobilitazione

01 Ottobre 2026 - 23:59 Michela De Marchi Giusto
La mobilitazione di Off The Table
I firmatari sono contro i metodi con cui i pesci vengono allevati. Propongono di usare alimenti del luogo e affidarsi a filiere rispettose
Google Preferred Site

Centoventi chef da tutto il mondo si sono uniti per dire “no” al salmone allevato in gabbia. La mobilitazione è nata da Off The Table, guidata dalla realtà ambientalista WildFish, per sospendere la vendita del pesce allevato in mare finché permarranno i danni agli animali. Tra i cuochi italiani che hanno aderito ci sono Massimo Bottura, Antonia Klugmann, Norbert Niederkofler, Jessica Rosval e Mauro Colagreco. A livello internazionale, invece, le firme aumentano con Francis Mallmann, Alice Waters, Dan Barber e Joan Roca.

Perché è nata la mobilitazione

Il salmone atlantico è presente per il 99% delle volte nei banchi frigo o nei menù dei ristoranti, ma è un prodotto industriale perché nasce e cresce in vasche galleggianti posizionate nel mare. Al centro della mobilitazione c’è proprio il modo in cui questi animali vengono allevati. Innanzitutto, i recinti in cui passano la loro vita sono delle strutture di rete in cui tutto ciò che è presente in mare può entrare e uscire senza difficoltà. Per esempio escrementi e residui di mangime che circolano nelle acque oppure parassiti e pidocchi di mare, che arrivano ai salmoni selvatici. Secondo i firmatari, un altro problema è legato all’alimentazione. I pesci che vivono nelle gabbie si nutrono di mangime, ma in molti casi anche di altri esemplari presenti in mare aperto. Di conseguenza, ciò comporta un danno per le altre specie e per i pescatori.

Tra salmoni liberi e quelli atlantici

La mobilitazione riguarda anche i salmoni che vivono liberi. Dagli anni Settanta, le loro popolazioni hanno visto una riduzione dell’80%. In altri casi, invece, sono stati alterati i corredi genetici perché alcuni pesci nelle gabbie sono riusciti a scappare e si sono accoppiati con gli esemplari liberi. Inoltre, anche il pescato avrebbe una stagionalità, al pari di frutta e verdura, ed è impensabile poter trovare il salmone in supermercati e ristoranti per tutto l’anno.

I cuochi possono fare la differenza

L’urlo di protesta di Off The Table e WildFish ha attirato utenti comuni e molti chef, tanto da arrivare complessivamente a 90 Stelle Michelin che dicono “basta” al salmone atlantico. L’idea è di proporre alimenti del luogo, con pesci di laghi e fiumi delle zone circostanti, presentando a tavola piatti innovativi. A ciò si aggiunge la volontà di affidarsi a filiere rispettose e non a produttori che sfruttano gli animali, provocando danni a loro e all’ambiente. Così se sempre più cuochi si rifiuteranno di comprare il salmone allevato nelle gabbie, gli ordini ai fornitori diminuiranno e si potranno avere ripercussioni sull’intera industria alimentare.