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Il boss mafioso Giuseppe Graviano: «Io e Silvio Berlusconi ci siamo incontrati più volte a Milano»

02 Ottobre 2026 - 20:47 Marco Fedeli
Il boss Giuseppe Graviano al processo contro Salvatore Boiardo, il gelataio di Omegna
Lo ha detto al processo contro Salvatore Baiardo, il gelataio di Omegna che curò la latitanza del boss prima dell'arresto
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Il boss di Brancaccio Giuseppe Graviano, all’ergastolo per le stragi di mafia, nel processo contro Salvatore Baiardo, il gelataio di Omegna che ne curò la latitanza prima dell’arresto, ha rilasciato una testimonianza fiume con riferimenti ai presunti rapporti con Silvio Berlusconi e a un finanziamento di 20 miliardi di lire che avrebbe legato la sua famiglia al Cavaliere. Sulla foto di cui Baiardo avrebbe parlato al giornalista Massimo Giletti (è alla sbarra per calunnia nei suoi confronti) che lo ritrarrebbe con l’ex Presidente del Consiglio, come racconta Repubblica, ha negato: «Non lo so perché Baiardo avrebbe detto la falsità della foto a Giletti». E ha aggiunto: «Non c’è mai stato un incontro tra me, Berlusconi e il generale Delfino».

La testimonianza di Graviano

Il boss di Brancaccio ha ripercorso i presunti rapporti con il leader di Forza Italia: «L’ho incontrato tre volte, l’ultima, nel ’93, ero latitante». «Mio nonno Filippo Quartararo fece una società con lui nel 1969-70 – prosegue – lui mise 4-5 miliardi di lire ma la somma complessiva dell’investimento era di 20 miliardi di lire». Infine, Brancaccio ha raccontato che c’è stato anche un incontro a Milano in un albergo con Berlusconi. Rispetto ai termini dell’accordo secondo Graviano solo una parte del denaro e non il 20% stabilito sarebbe tornato agli investitori. Inoltre, alcuni di questi milioni sarebbero stati raccolti dal cugino e usati per comprare uno o due appartamenti a Omegna. E alla fine una smentita alle parole di Giovanni Brusca sull’orologio da 500 milioni di lire al polso di Silvio Berlusconi: «È una falsità. Io non l’ho visto e non so di orologi».

La reazione di Marina Berlusconi

Non si è fatta attendere la reazione di Marina Berlusconi. In una lettera al Giornale ha affermato che «un feroce boss si è travestito da pm per rilanciare le sue accuse senza il minimo contraddittorio e gli si è permesso di trascinare sul banco degli imputati chi non può nemmeno difendersi». E ha aggiunto: «Questo è il processo contro Baiardo: un monumento all’ipocrisia giudiziaria. Baiardo accusato di calunnia è soltanto un pretesto: i veri imputati sono Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri».

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