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Israele, la Corte Suprema annuncia che i partiti arabi potranno prendere parte alle elezioni

02 Ottobre 2026 - 23:44 Costanza Saporito
deputato comunista Ofer Cassif
Ribaltata all'unanimità l'esclusione di Lista Unita e Ra'am decisa dalla Commissione elettorale. Il voto arabo potrebbe essere decisivo nella sfida tra Netanyahu ed Eisenkot il prossimo 27 ottobre
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I partiti arabi di Lista Unita e Ra’am potranno partecipare alle elezioni della Knesset (il Parlamento israeliano) che si terranno il prossimo 27 ottobre. Come riferiscono i media israeliani, citati dall’Ansa, la Corte Suprema di Israele ha ribaltato (all’unanimità) la decisione della Commissione elettorale del Parlamento – dominato dalla stessa maggioranza che sostiene il governo, e dunque di destra – che il 23 settembre aveva votato per eliminare questi partiti dalle liste elettorali, accusandoli di essere contrari all’esistenza di Israele come Stato ebraico e democratico e di sostenere la lotta armata contro di esso.

Perché i giudici hanno ribaltato la decisione della Commissione elettorale

Secondo i giudici: «Il materiale presentato non soddisfa i criteri stabiliti dalla giurisprudenza per la squalifica di una lista di candidati». Ad aprire la strada alla riammissione delle liste, il ritiro dalla corsa elettorale di Sami Abu Shehadeh, leader di Balad (uno dei partiti della Lista Unita) e autore di un controverso articolo pubblicato all’indomani del 7 ottobre. Già dai giorni scorsi era stato chiaro che proprio la sua presenza sarebbe stata di ostacolo alla riammissione dei partiti arabi.

La riammissione del deputato comunista Ofer Cassif

Parteciperà alle elezioni anche il deputato comunista Ofer Cassif del partito arabo-ebraico Hadash, una delle voci più critiche dell’attuale Knesset, per il quale la Commissione aveva votato l’esclusione, accusandolo di sostenere il terrorismo. In questo caso la decisione dei giudici non è stata unanime, ma è passata con sette voti contro due. La Corte ha però precisato: «Tutti i giudici del collegio giudicante prendono le distanze dalle dichiarazioni e dalle azioni oltraggiose di Cassif, che suscitano disgusto».

Il braccio di ferro sulla partecipazione delle liste arabe

Il braccio di ferro sulle liste arabe è una costante delle elezioni israeliane, ma la battaglia sulla loro presenza non era mai stata così dura. Dopo il 7 ottobre, infatti, la società israeliana si è ulteriormente spostata a destra. Nelle scorse settimane nel mirino della Commissione elettorale erano finite sia Ra’am di Mansour Abbas sia la Lista Unita, che riunisce gli altri tre partiti: Hadash, Ta’al e Balad.

Il voto dell’elettorato arabo sarà probabilmente decisivo

Si tratta di partiti che rappresentano politicamente gli arabo-israeliani, palestinesi con passaporto israeliano, discendenti di coloro che rimasero nello Stato di Israele dopo la sua fondazione nel 1948, di fatto il 20% dell’elettorato israeliano. La Lista Araba Unita inoltre faceva parte del governo che ha preceduto quello attuale, alla cui guida c’erano Naftali Bennett e Yair Lapid. Il voto dell’elettorato arabo sarà con tutta probabilità decisivo per determinare la strada che Israele prenderà dopo le elezioni. I sondaggi indicano che l’unica strada certa che Gadi Eisenkot, il leader di Yashar, il principale partito di opposizione, può percorrere per rimpiazzare l’attuale primo ministro Benjamin Netanyahu passa per il sostegno dei partiti arabi. Eisenkot ha però al momento escluso di poter formare un esecutivo con l’appoggio delle liste arabe.