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Scambio di embrioni a Napoli, i genitori chiedono 540mila euro di risarcimento: lo shock dopo l’errore e i danni permanenti

03 Ottobre 2026 - 14:46 Ygnazia Cigna
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La coppia aveva scoperto dopo la nascita della bambina che il gruppo sanguigno non era compatibile con quello dei genitori. Il test del Dna ha confermato che la piccola non è biologicamente figlia loro
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Chiedono 540mila euro di risarcimento all’Asl Napoli 1 Centro e alla direzione sanitaria dell’ospedale San Paolo i genitori della bambina nata dopo un trattamento di fecondazione assistita con un embrione appartenente a un’altra coppia. La richiesta è stata formalizzata attraverso un atto di diffida e messa in mora, trasmesso via Pec dall’avvocato Francesco Petruzzi.

La scoperta dell’errore

La coppia si era rivolta al Centro di Medicina della Riproduzione dell’ospedale San Paolo per sottoporsi alla fecondazione in vitro. La scoperta dell’errore è arrivata dopo la nascita della bambina, nel 2025. A far sorgere i primi dubbi era stato il gruppo sanguigno, risultato diverso da quello dei genitori. Gli accertamenti genetici successivi hanno poi confermato che la bambina non ha con loro una relazione biologica.

I danni contestati

Alla richiesta economica è stata allegata anche la relazione del medico legale Luca Scognamiglio, consulente di parte della famiglia. Nel documento vengono individuate diverse voci di danno che, secondo la valutazione della difesa, sarebbero conseguenza dell’utilizzo dell’embrione sbagliato. Tra queste viene indicato un danno biologico permanente di natura psichica, insieme al danno derivante dalla lesione dell’autodeterminazione procreativa e dalla cosiddetta «nascita indesiderata». La relazione considera inoltre il danno legato alla compromissione degli embrioni propri della coppia e quello definito come «ignoranza genetica». Nella quantificazione vengono considerate anche le conseguenze sulla famiglia e, in particolare, il possibile danno riflesso al primogenito. Alla somma di 540mila euro si aggiungono le spese legali e l’eventuale danno psichico futuro che potrebbe riguardare il primo figlio.