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Legge elettorale, ok anche la seconda fiducia. Protestano le opposizioni, la Rete anti Melonellum: «Pronti a fare ricorso» – La diretta

06 Ottobre 2026 - 17:31 Marco Fedeli
Pichetto Fratin e Tajani durante il voto per la Legge Elettorale
Si vota a Montecitorio la fiducia ai primi tre articoli della legge elettorale. Le opposizioni protestano per l'uso definito irrituale dello scrutinio segreto.
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Oggi 6 e domani 7 ottobre a Montecitorio si vota la fiducia sui primi tre articoli della nuova legge elettorale, lo Stabilicum o “Melonellum” come viene chiamato dalle opposizioni, che sono stati modificati (insieme all’articolo 8) al Senato. Sono i primi tre articoli architravi dell’intero sistema disegnato dal centrodestra, un proporzionale con premio di maggioranza se una coalizione dovesse raggiungere il 42% e obbligo di indicazione del candidato premier (il cui nome, però, non figurerà sulla scheda). Mercoledì 7 ottobre la camera è chiamata al voto sull’articolo 8 della legge elettorale. Si tratta della norma modificata dal Senato che ha introdotto il voto fuorisede per i caregiver. Mentre giovedì 8 ottobre è il giorno del voto finale al disegno di legge a scrutinio segreto. Il momento clou in cui in caso di bocciatura di un singolo emendamento naufragherebbe l’intera legge elettorale.

Cos’è l’articolo 1 della legge elettorale

L’articolo 1 della nuova legge elettorale, modificata al Senato, contiene le nuove modalità di voto per l’elezione degli onorevoli. Gli elettori avranno a disposizione sulla scheda un mix tra capolista bloccati e fino a tre preferenze. Nel passaggio al Senato è stata cancellata la norma anti-cespugli ma sono aumentate da 1.500 a 6mila (a collegio) le firme necessarie ai nuovi partiti per concorrere alle elezioni politiche.

Ok della Camera alla fiducia sull'articolo 2 con 227 sì

La Camera ha approvato la fiducia sull’articolo 2 della legge elettorale con 227 voti a favore e 149 contrari. Tre gli astenuti.

In corso la chiama sulla fiducia all'articola 2

È in corso nell’Aula della Camera la chiama per appello nominale sulla fiducia posta dal governo sull’articolo 2 della legge elettorale.

La Rete contro la Legge elettorale: «Faremo ricorso appena entrerà in vigore»

«I ricorsi sono in via di redazione e saranno pronti per essere depositati nei tribunali non appena entrerà in vigore la legge, con l’obiettivo di un rinvio degli atti alla Corte costituzionale». A dirlo è Roberto Zaccaria, coordinatore della Rete contro la riforma della legge elettorale che riunisce organizzazioni, associazioni, comitati di costituzionalisti, giornalisti, avvocati e cittadini. Lo scopo, spiega, «è che la pronuncia della Corte arrivi nei tempi utili» per le elezioni.

Ok della Camera alla fiducia all'articolo 1

L’Aula della Camera ha approvato con 226 voti a favore e 147 contrari la fiducia posta dal governo sull’articolo 1 della legge elettorale. Tre gli astenuti. L’articolo, tra le altre cose, contiene le modifiche al testo apportate dal Senato in materia di firme e preferenze per quanto riguarda la Camera.

Nicola Fratoianni (Avs): «Questa è una legge fatta da chi ha paura di perdere»

«Certo che mi auguro – afferma Nicola Fratoianni (Avs) parlando con i cronisti giungendo a Montecitorio – che nel voto dell’aula di Montecitorio sulla legge elettorale accada qualcosa nei prossimi giorni , ma naturalmente perché accada deve succedere qualcosa tra le fila della maggioranza perché hanno i numeri dalla loro per imporre tutto ciò che vogliono, come hanno fatto peraltro in tutta la legislatura. Certo che mi auguro che possa succedere nuovamente perché considero questa proposta di legge un provvedimento per molti aspetti viziato da elementi di incostituzionalità».

Chiara Braga (Pd): «Il Melonellum tradisce le donne e dà uno schiaffo al Parlamento»

«Voteremo no convintamente a questa fiducia», è una legge che dà «meno rappresentanza e più concentrazione del potere. Ci dite che il vostro governo garantisce stabilità. Perché alterare così profondamente il rapporto tra consenso e rappresentanza? Vi vantate di essere il governo più longevo ma non avete fatto niente di quanto promesso e non avete cambiato in meglio la vita degli italiani». Lo ha detto la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga, in dichiarazione di voto sulla legge elettorale.