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Assalto alla Cgil, confermate le sette condanne in appello: cosa hanno deciso i giudici su Roberto Fiore e Giuliano Castellino

07 Ottobre 2026 - 16:44 Michela De Marchi Giusto
Castellino e Fiore: confermate condanne assalto alla Cgil
La decisione è stata presa dalla Corte d'Appello di Roma. I giudici hanno confermato anche la condanna a Luigi Aronica, Luca Castellini, Salvatore Lubrano, Lorenzo Franceschi e Pamela Testa
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Sono state confermate le sette condanne di primo grado per l’assalto alla Cgil del 2021. Tra le pene ribadite dalla Corte d’Appello di Roma ci sono gli 8 anni e 6 mesi di reclusione per il leader di Forza Nuova, Roberto Fiore, e gli 8 anni e 7 mesi per l’esponente romano del movimento di estrema destra, Giuliano Castellino.

I giudici hanno accolto anche la richiesta del Procuratore Generale Francesco Scavo, confermando gli 8 anni mezzo per il militante Luigi Aronica e gli 8 anni e 2 mesi per gli altri imputati Luca Castellini, Salvatore Lubrano, Lorenzo Franceschi e Pamela Testa. L’accusa è di concorso in devastazione e istigazione e delinquere per la devastazione della Cgil durante la manifestazione No Green Pass del 9 ottobre 2021.

Cos’è successo durante l’attacco alla Cgil del 2021

Dopo la manifestazione No Green Pass del 9 ottobre 2021, convocata in Piazza del Popolo a Roma contro il decreto-legge approvato dal Governo Draghi, alcune centinaia di manifestanti, guidati da esponenti di Forza Nuova, raggiunsero la sede del sindacato in corso d’Italia. Dopo aver sfondato l’ingresso, fecero irruzione negli uffici, devastando locali, mobili, computer e altri beni. Mentre in diverse zone della Capitale si verificavano violenti scontri con le forze dell’ordine, con decine di agenti feriti. Per i fatti furono arrestate 12 persone, tra cui Giuliano Castellino, Roberto Fiore, Pamela Testa, Biagio Passaro, Luigi Aronica, e Fabio Corradetti, figlio della compagna di Castellino. Poi altre 57 furono denunciate con capi d’accusa come saccheggio, istigazione a delinquere, violazione di domicilio e resistenza a pubblico ufficiale.

La CGIL definì l’episodio un attacco al sindacato e alla democrazia e chiese lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste. Sul piano giudiziario, per i fatti sono stati celebrati diversi procedimenti, con le prime condanne già nel 2022 per il reato di devastazione e resistenza.

In aggiornamento