Unipegaso, l’indagine sui direttori dei giornali e la ministra Bernini «rigida e stronza»
Fabio Domenico Vaccarono, presidente del gruppo UniPegaso-Multiversity, è indagato a Napoli. Avrebbe tentato (senza riuscirsi) di ottenere una proroga degli esami a distanza per le università telematiche con l’aiuto del giornalista Luigi Bisignani. Insieme a lui, con l’ipotesi di reato di corruzione tra privati, sono indagate 22 persone. Tra queste direttori responsabili e amministratori delegati di molti giornali italiani.
L’inchiesta su Unipegaso-Multiversity
Secondo l’accusa mossa nel decreto di perquisizione Vaccarono insieme al manager Andrea Buonomo, Andrea Ferrante e Gianpiero Mazza che erano i referenti apicali del fondo Cvc Italia proprietario del gruppo; Gianluca Comin e Gianluca Giansante, presidente e socio operativo della «Comin & Partners», farebbero parte di una «associazione a delinquere con lo scopo di commettere una serie indeterminata di corruzioni tra privati, di istigazioni alla corruzione e, ove necessario, di estorsione». Per ottenere articoli positivi sul gruppo. I vertici di Unipegaso avrebbero ottenuto una stampa favorevole «attraverso una rete di rapporti con gruppi editoriali, concessionarie pubblicitarie, direttori di testate e agenzie di stampa». Utilizzando la «promessa, erogazione, riattivazione e incremento di investimenti pubblicitari».
Gli indagati
Nell’elenco degli indagati di cui parla oggi il Corriere della Sera ci sono Mirja Cartia D’Asero e Mario Orfeo per il gruppo Gedi; Andrea Malaguti, ex direttore de La Stampa; Alessandro Bompieri e Uberto Fornara per il gruppo Rcs; Francesco Cancellato, direttore di Fanpage; Gaspare Giuseppe Borsellino, dell’agenzia Italpress. E ancora: Claudio Cerasa, direttore del Foglio; Walter Giuseppe Bonanno, amministratore delegato della società Piemme; il manager Fernando Diana; Stefano Cecchetti, del gruppo Libero Editoriale. Infine, Cinzia Monteverdi, ad del Fatto quotidiano e Peter Gomez direttore del fattoquotidiano.it; Federico Silvestri, del Sole 24ore.
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La ministra
Secondo Libero nei prossimi giorni dovrebbero essere ascoltate diverse persone informate dei fatti. Tra questi il direttore del Fatto Marco Travaglio e la condirettrice Maddalena Oliva, oltre alla condirettrice del Corriere della Sera Fiorenza Sarzanini. Il gruppo Multiversity, attraverso Bisignani, avrebbe anche cercato di avvicinare il ministro dell’università Anna Maria Bernini. Per avere modifiche sul decreto che rende obbligatori gli esami in presenza. Ma senza risultati. E Bernini sarebbe stata definita «una rigida e stronza», ma anche se la Pegaso ha continuato a effettuare a distanza gli esami. La ministra è stato sentito a sommarie informazioni lo scorso 2 aprile.
Il Fatto
Il Fatto oggi riporta i dettagli dell’accusa ai giornali. Premettendo che il gruppo di Multiversity collaborava con Seif, società editoriale del quotidiano per progettare corsi di formazione. Oltre a essere investitore pubblicitario. L’8 giugno 2026, si racconta nelle carte, quando si scopre l’inchiesta sull’ex patron di Unipegaso Danilo Iervolino, Vaccarono contatta l’ad di Seif Cinzia Monteverdi per chiedere di ammorbidire l’articolo. Monteverdi suggerisce a Vaccarono di interloquire «direttamente con Peter (Gomez, ndr)». Il giorno dopo Il Fatto, sul giornale cartaceo, di cui Gomez è anche condirettore, pubblica un articolo in apertura di pagina dal titolo “UniPegaso, i pm di Napoli contro Iervolino: ‘Una cricca falsificava gli esami e le lauree’”.
Gomez e Vaccarano
Vaccarano contatta Gomez perché non gli piace la parola “cricca“. Il direttore del Fatto online risponde: «No, ho visto… mi ha scritto Cinzia… adesso chiamo quelli del sito… non lo faccio uscire». Vaccarono aggiunge: «Se si può evitare di mettere online sono graditissimo». E Gomez: «Assolutamente». «I contenuti dell’edizione cartacea – scrivono i pm – non risultano rinvenuti sulla pagina online» de Il Fatto. Anche se, precisa il quotidiano, in realtà sono rimasti online per mezza giornata. L’8 giugno l’Ad di Multiversity e Giansante «intervengono anche su Fiorenza Sarzanini (condirettrice del Corriere della Sera, non indagata, ndr)».
Domani
Al telefono con il direttore del Domani Emiliano Fittipaldi (non indagato) i vertici di Unipegaso prospettano anche «un raddoppio delle possibilità di fare cose insieme»: «Quest’anno varchiamo le tre cifre», rispetto ai 92 mila di finanziamenti già assegnati. Vaccarono prospetta il «potenziale di triplicare l’investimento» anche a Francesco Cancellato, indagato, direttore di Fanpage, a cui chiede di attivare «un sistema di linfonodi sentinella nel tuo reame». Poi dice a Comin: «Cancellato mi ha cambiato il titolo in tempo reale, insomma non era facile con questi qua».
Gli altri indagati
Altri tentativi vanno a buon fine con Repubblica: è indagato l’ex direttore Mario Orfeo. Solo trattative con Piemme del gruppo Caltagirone, mentre Multiversity trattava anche con Il Foglio diretto da Claudio Cerasa, indagato, «un investimento fino a 300 mila euro» e con CityNews, editrice di NapoliToday.

