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Quanti bei dischi fuori: da Mina a Fibra/Neffa, da Levante a Rkomi. Bene Capossela e Mengoni, malissimo Baby K con Guè – Le recensioni

11 Ottobre 2026 - 11:50 Gabriele Fazio

Marco Mengoni – Giornate perse

Mengoni, attraverso un pop decisamente più sofisticato, meno ammiccante, fa i conti con sé stesso in un brano sanguinante, come sanguinanti sono sempre le ferite che ci portiamo appresso, anche se capita di nascere bravi e belli come Marco Mengoni. Parliamo di un pezzo dalle sonorità molto molto ricche, eppure, e questa è la parte sostanziosa del brano, ciò che emerge maggiormente è il grido di Mengoni avvolto nel silenzio di un’intimità che decide di incidere e condividere, forse per esorcizzare i pensieri che ne derivano. Una canzone, in questo senso, molto umana, che riporta una star indiscussa come Mengoni ad una dimensione molto umana. Ciò rende lui umile e simpatico, cosa che Mengoni è, senza bisogno che una canzone lo specifichi, ma, più importante, il pezzo ampiamente condivisibile da chi ascolta, anche se mancano quegli elementi ultrapop da classifica. E chi se ne frega. Bravo.