Papa Leone XIV, cos’è il nodulo polmonare e quando è pericoloso: perché non significa necessariamente un tumore
La presenza di un nodulo polmonare non significa necessariamente avere un tumore maligno. È questo il punto da cui partire per comprendere la condizione che riguarda Papa Leone XIV, che dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico la prossima settimana. A fare chiarezza è Federico Venuta, ordinario di Chirurgia toracica all’Università Sapienza e direttore dell’Unità di Chirurgia toracica del Policlinico Umberto I di Roma. «La presenza di un nodulo polmonare richiede una valutazione medica attenta, ma non deve essere automaticamente associato a una patologia maligna e non permette, da sola, di formulare una diagnosi di tumore», spiega l’esperto all’Ansa. Senza informazioni cliniche specifiche, aggiunge, non è possibile stabilire la natura della lesione del Pontefice.
Che cos’è un nodulo polmonare
Un nodulo polmonare è una piccola area di tessuto che appare più densa rispetto a quello circostante nelle immagini radiologiche. Ha generalmente una forma rotondeggiante e un diametro inferiore ai tre centimetri. Il suo riscontro è relativamente frequente e spesso avviene per caso, durante esami eseguiti per altri motivi. «Le cause possono essere diverse. Oltre alle lesioni tumorali, esistono infatti condizioni benigne, come cicatrici lasciate da vecchie infezioni, piccoli granulomi infiammatori e alterazioni legate a malattie autoimmuni», spiega il medico. Per questo, sottolinea Venuta, la sola presenza del nodulo non basta a formulare una diagnosi, ma è necessario valutare le caratteristiche della lesione e il quadro clinico della persona, considerando anche fattori di rischio come il fumo.
Dalla Tac alla biopsia, come si arriva alla diagnosi
Il primo passaggio può essere una tomografia computerizzata, più comunemente chiamata Tac, che permette di definire meglio dimensioni, forma e struttura del nodulo. Gli accertamenti successivi dipendono dai risultati e dal rischio stimato dal medico. «Le lesioni molto piccole presentano generalmente un rischio inferiore di malignità. Per i noduli con un diametro inferiore ai sei millimetri può essere sufficiente un controllo radiologico a distanza di tempo, per verificare che non aumentino di dimensioni. Se invece il nodulo è più grande o presenta caratteristiche sospette, come margini irregolari, il percorso può richiedere ulteriori esami, tra cui una Pet», spiega l’esperto. Quando necessario, si procede con una biopsia, cioè il prelievo di un campione di cellule o tessuto da sottoporre ad analisi.
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Quali sono le cure e quando serve un intervento
Il trattamento dipende dalla natura del nodulo e dall’eventuale diagnosi. «Se dall’esame istologico la lesione risulta benigna, non sono necessari trattamenti. Se viene identificato un tumore primitivo del polmone in fase iniziale, in genere l’asportazione chirurgia è sufficiente. Quando invece emergono ulteriori elementi di rischio si valutano trattamenti oncologici di tipo farmacologico o radioterapico», prosegue il medico.
Chirurgia toracica, i progressi delle tecniche mininvasive
Negli ultimi anni, fa sapere l’esperto, «la chirurgia toracica ha compiuto importanti progressi grazie alle tecniche mininvasive, che permettono di intervenire con incisioni ridotte e favorire un rapido recupero. I tempi di degenza sono in genere di 5-7 giorni». Si tratta naturalmente di una stima che non permette di prevedere la durata del ricovero del Papa. Per conoscere la natura del nodulo e le implicazioni dell’intervento sul suo stato di salute saranno determinanti le informazioni cliniche rese disponibili dai medici.

