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«I paesi Nato si preparino a un attacco ibrido letale della Russia»

13 Ottobre 2026 - 10:49 Ettore Ambrosi
Radoslaw Sikorski
Il ministro degli esteri polacco Sikorski: allarmati da attacchi informatici, sabotaggi e violazioni dello spazio aereo
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I membri della Nato dovrebbero preparare una risposta decisa a un possibile attacco ibrido letale da parte della Russia. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski al Financial Times, sottolienando che la probabilità che qualcuno venga ucciso sta aumentando con l’intensificarsi delle operazioni russe di destabilizzazione. L’alleanza dovrà «valutare» come reagire. «La questione è cosa costituisca un attacco, un attacco transfrontaliero, e finché si tratta di proprietà… è un conto, ma se iniziano a morire delle persone, allora dovremo avere un’altra conversazione molto seria alla Nato», ha detto.

La Polonia e la Russia

«Quando potremo stabilire che i russi si sono spinti troppo oltre? Perché si tratta di una questione di giudizio. Non esiste una definizione predefinita e condivisa», ha sottolineato Sikorski senza fornire ulteriori dettagli su come la Nato dovrebbe reagire a una ipotetica vittima. Il ministro polacco ha osservato che la Polonia e l’Estonia hanno invocato l’articolo 4 dell’Alleanza (una richiesta di consultazioni di alto livello) dopo le violazioni dello spazio aereo da parte di droni e aerei da combattimento russi, il che implica che sarebbe necessario fare di più. L’articolo 5 della Nato, la clausola di difesa reciproca, può essere invocato se uno Stato membro subisce un attacco armato. È stato attivato solo una volta, dagli Stati Uniti, dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 perpetrati da al-Qaeda.

Gli attacchi informatici

La Polonia e i paesi confinanti sono allarmati dal crescente numero di attacchi informatici, violazioni dello spazio aereo e tentativi di sabotaggio contro obiettivi europei, che considerano parte di una campagna russa volta a minare il sostegno all’Ucraina. Sikorski ha esortato gli alleati europei a rispondere agli attacchi attribuiti al Cremlino chiudendo i consolati russi, impedendo ai diplomatici di Mosca di viaggiare liberamente nei paesi di assegnazione e riducendo del tutto il numero di diplomatici russi, come ha fatto la Polonia.

«Io ho finito i consolati, ma altri ne hanno ancora a disposizione», ha affermato Sikorski, sottolineando che a tutti i russi che entrano nell’Ue dovrebbe essere richiesto di possedere un passaporto biometrico per impedire agli agenti di viaggiare con false identità. Il ministro ha inoltre appoggiato le richieste di riduzione del numero di visti turistici Ue rilasciati ai cittadini russi. L’anno scorso ne sono stati rilasciati quasi 500.000.

Le navi colpite sul Mar Nero

Intanto due altre navi sono state colpite al largo delle coste bulgare, nel Mar Nero. Lo ha annunciato il premier Rumen Radev, dichiarando di voler convocare l’ambasciatrice russa in seguito ad attacchi “inaccettabili”, dei quali ha informato la Nato. Un primo segnale «all’01:30 (ora locale) riguardo a una nave in difficoltà» e, secondo l’equipaggio, tratto in salvo, l’imbarcazione battente bandiera maltese e di proprietà ucraina è stata «colpita da tre droni aerei», ha scritto Radev su Facebook. Successivamente «un’altra nave è stata colpita» ed è «affondata», ha aggiunto, precisando che «un membro dell’equipaggio» è stato «salvato».

Rutte

E sui social il segretario generale della NATO Mark Rutte riferendo di una telefonata con con il primo ministro bulgaro Rumen Radev dice che l’Alleanza Atlantica «continuerà a lavorare a stretto contatto con i nostri Alleati nel Mar Nero. Abbiamo già rafforzato la nostra postura lungo il fianco orientale e continueremo a monitorare l’ambiente di sicurezza, adattando la nostra postura di deterrenza e difesa secondo necessità».