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La Nobel Pillay e il “genocidio” a Gaza: «Israele come gli hutu che squarciavano il ventre delle donne tutsi incinte»

14 Ottobre 2026 - 05:30 Alba Romano
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La giudice della Corte Penale Internazionale spiega perché accusa Tel Aviv sulla Palestina. E riguardo le ambizioni di Trump...
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La Premio Nobel per la pace Navy Pillay dal suo ufficio alla Corte internazionale di giustizia all’Aia spiega perché la commissione indipendente dell’Onu che ha presieduto ha concluso che Israele ha commesso un genocidio a Gaza. «Personalmente sono stata colpita dal bombardamento della clinica per la fertilità di Gaza a fine 2023. È stato preso di mira. Il razzo ha centrato la parte dov’erano gli embrioni, non l’ospedale. Dopo i soldati non sono nemmeno entrati per controllare se ci fossero combattenti o armi di Hamas. Mi ha ricordato il Ruanda», spiega oggi in un’intervista a Repubblica.

La Cpi e il genocidio a Gaza

E spiega: «Gli assassini hutu squarciavano il ventre delle donne tutsi incinte perché non volevano che nascessero altri tutsi. Questo si avvicina moltissimo all’annientamento di un gruppo. In questo caso, i palestinesi». Pillay ricorda che «l’unico Paese a esprimere giudizi negativi è stato Israele. Gruppi di pressione finanziati ci accusano di non aver condannato Hamas, invece siamo stati i primi a farlo. È importante che quel rapporto sia rispettato. Abbiamo verificato ogni singola prova, non abbiamo inserito nulla senza verificarlo». Ma, aggiunge, «il problema è che Israele ha impedito alla nostra Commissione di investigare direttamente. Sembrano esserci pressioni che non conosciamo e che bloccano le persone».

L’Apartheid

Pillay è nata povera nel Sudafrica dell’apartheid. Si era convinta che non avrebbe visto la fine dell’Apartheid. «E invece è successo. Grazie a Mandela che ci ha guidati verso una rivoluzione senza violenza. Poi ebbi il privilegio di studiare con persone che lottavano per la libertà. Questo ti apre gli occhi: capisci che non puoi restare fuori dalla lotta, devi impegnarti per cambiare le cose. C’è bisogno di buoni leader». Spiega che gli Usa hanno applicato contro la Cpi «Sanzioni illegittime, negative e crudeli. Non è una coincidenza: conoscendo quanto Trump voglia il Nobel, è una ritorsione». Gli direbbe «che i leader hanno la responsabilità di trasmettere valori e principi positivi, perché le persone comuni, quando un leader parla, tendono a pensare che stia dicendo la verità».

Trump

Nell’intervista che rilascia al Corriere Pillay dice che non vuole scontrarsi con il presidente degli Stati Uniti: «Loro hanno tutto il potere, io rappresento la società civile. Certo, sono colpita dalla coincidenza e dai riflettori puntati su di me a causa delle ambizioni della Casa Bianca. La cosa fondamentale resta quella indicata dal Comitato del Nobel: il lavoro di una vita. Sono stata giudice, avvocata, Alto Commissario per i diritti umani e oggi giudice ad hoc per il Rwanda. Sono concentrata su questo».

Goebbels

E sul paragone con Goebbels arrivato da Tel Aviv: «La questione è molto semplice: come presidente di una commissione d’inchiesta dell’Onu ho solo chiesto di esaminare le prove. Abbiamo ascoltato i testimoni, tenuto audizioni, analizzato i filmati satellitari. Non c’è una singola affermazione nel nostro rapporto su Gaza che non sia stata verificata da noi tre commissari. Si tratta di un procedimento rigorosamente giudiziario. Definirci “criminali” al pari dei responsabili dell’era nazista è un’accusa offensiva e del tutto infondata. Vorrei che spiegassero dove saremmo stati di parte; che ce lo mostrassero. Ci facciano andare in Israele a parlare con la gente, facendoci ascoltare la loro versione dei fatti».

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