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Gli Houthi fermano pure Cristiano Ronaldo. Dal vertice Ue alla Fashion Week, così l’Arabia Saudita cancella i grandi eventi

15 Ottobre 2026 - 18:39 Simone Disegni
Cristiano Ronaldo Houthi
Gli attacchi a ripetizione della milizia yemenita costringono Riad a far saltare un evento dietro l'altro: l'imbarazzo di Bin Salman (e degli alleati)
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Vertici politici, partite di calcio e sfilate di moda: bersagliata dagli attacchi Houthi, l’Arabia Saudita è costretta a cancellare un evento internazionale dietro l’altro: una serie di «rinvii» imbarazzanti per il Regno guidato da Mohammed bin Salman. E che riguardano direttamente anche l’Unione europea. Con una nota stringata infatti Bruxelles ha annunciato giovedì il rinvio a data da destinarsi del vertice con il Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) che avrebbe dovuto tenersi il prossimo 24 ottobre a Riad. Fonti diplomatiche spiegano a Open che la decisione è stata presa in realtà dal Paese ospitante stesso, che l’ha comunicata con un messaggio urgente alla delegazione Ue di Riad: il vertice non potrà svolgersi nella data prevista «a causa della situazione nella regione», è la versione criptica del Regno. L’Ue non ha potuto che prenderne atto, e ha assicurato che «una nuova data sarà presto annunciata». Ma la verità è che i colpi a ripetizione degli Houthi lasciano ben poco spazio all’ottimismo pure nel medio periodo.

Calcio, moda, gaming: tutti gli eventi cancellati in Arabia Saudita

Mercoledì nell’arco di poche ore le autorità saudite hanno fatto cancellare una serie di eventi parte integrante del lustro che il Regno ha inseguito a lungo. Niente Riad Fashion Week, che avrebbe dovuto animare la città da oggi a martedì 20 ottobre. «Tornerà nel 2027», annunciano vaghi gli organizzatori. Niente Fifa eFinals 2026, il torneo di gaming in programma da venerdì a Jedda da cui d’altronde diversi Paesi avevano già ritirato le squadre per sicurezza. Rinviato a fine dicembre il Six Kings Slam coi campioni del tennis, e posticipate pure tre partite di campionato. La Saudi Pro League ha fermato tra gli altri pure Simone Inzaghi e Cristiano Ronaldo. La sfida tra la capolista Al Hilal dell’ex tecnico dell’Inter e l’Al Riyadh è stata rinviata al 19 dicembre, così come il match Al Ittihad-Al Shabab. Quanto all’Al Nassr del campione portoghese, il match contro l’Al Ahli è stato riprogrammato addirittura per il 6 marzo 2027. Il motivo? Ufficialmente vaghe «considerazioni logistiche». Nei fatti l’allarme rosso sicurezza: lunedì lo stesso Al Nassr è sceso in campo un’ora dopo il previsto contro gli uzbeki del Neftchi Fergana dopo il lancio di un missile Houthi verso la capitale. A confermare quanto si navighi a visto, il presidente della Confederazione calcistica asiatica Salman bin Ebrahim Al Khalifa ha detto che la Coppa d’Asia, che dovrebbe tenersi a gennaio 2027 in Arabia, potrebbe essere rinviata al 2028 «se ce ne sarà bisogno».

La sfida degli Houthi a Riad

Mentre il conflitto tra Usa e Iran si trascina in un limbo di guerriglia nello Stretto di Hormuz, gli Houthi hanno ripreso nelle scorse settimane l’iniziativa militare sia nei mari che nei cieli. A settembre hanno strappato al governo di Sana’a il controllo del porto di Mocha affacciato sul Mar Rosso, e hanno assunto così il controllo del versante yemenita dello stretto di Bab el-Mandeb. Un colpo ulteriore ai flussi commerciali ed energetici globali e un duro colpo per l’export di petrolio dell’Arabia Saudita, con cui la milizia sciita è stata in guerra per anni, prima di siglare una fragile tregua nel 2022. A ottobre gli Houthi hanno alzato ulteriormente il tiro contro l’Arabia, iniziando a prendere di mira aeroporti e infrastrutture energetiche. Sabato 10 ottobre un attacco sull’aeroporto internazionale King Khalid di Riad ha fatto 13 morti e oltre 300 feriti e messo ko il traffico aereo: il peggior attacco subito dal Regno da oltre un decennio, ma solo la punta dell’iceberg. Oggi infatti un portavoce di Riad ha svelato che lo scalo è stato colpito ben 20 volte nel solo mese di ottobre, per un bilancio complessivo di 17 morti e 333 feriti.

La figuraccia di Bin Salman e le accuse all’Iran

L’Arabia Saudita punta il dito direttamente sull’Iran per l’escalation di attacchi. Teheran «continua ad armare, addestrare e sostenere la milizia Houthi in violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza Onu», ha detto il viceministro degli Esteri Rayed Krimly. «All’inizio di questa escalation abbiamo chiesto loro di incontrarsi a Muscat, in Oman, ma hanno rifiutato», ha poi svelato. Nei fatti però i pesanti attacchi subiti stanno mettendo a dura prova l’immagine del Regno come hub di investimenti sicuri in ogni settore e pure come Paese in grado di difendersi adeguatamente. Gli attacchi degli Houthi «colpiscono al cuore i progetti economici di Riad e rischiano di danneggiare a lungo termine la sua capacità di attrarre investitori e turisti stranieri», scrive l’Ispi nel suo ultimo focus dedicato, ricordando come «il programma Vision 2030, con cui il principe ereditario Mohammed bin Salman (MbS) propone di diversificare l’economia saudita dalla sola produzione e vendita di greggio e trasformare il Regno in un centro commerciale e finanziario, presuppone che il Paese sia una destinazione stabile per capitali di lungo periodo». Ma gli alleati e gli analisti internazionali sono rimasti stupiti pure dalla facilità con cui gli Houthi hanno potuto bucare a ripetizione le difese aeree dell’Arabia: una figura «umiliante» per Bin Salman dopo i miliardi spesi in armamenti e tecnologia, ha detto l’esperto Burcu Ozcelik al New York Times.

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