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Lo scrittore Orélien risponde alle accuse sul romanzo scritto con l’AI: «La storia viene dalle mie ferite»

15 Ottobre 2026 - 18:53 Michela De Marchi Giusto
Orélien nega il ricordo all'intelligenza artificiale nel suo romanzo
Dopo la denuncia, il bestseller C’était ça ou mourir è stato escluso dai premi letterari. Orélien ha rivendicato la paternità del testo, ma non ha portato prove che attestino la stesura del libro
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Era stato accusato di aver scritto il suo primo romanzo usando l’intelligenza artificiale e per questo era stato escluso dal Goncourt e dal Renaudot, due dei più prestigiosi premi annuali di lingua francese. A un mese dalla denuncia, lo scrittore canadese di origine haitiana Thélyson Orélien ha deciso di intervenire sul caso, sottolineando come nel suo bestseller C’était ça ou mourir (O ​​questo o morire) «nessuna frase è stata creata da una macchina».

L’accusa rivolta dal gruppo “Balance ton Claud”

Orélien è uno scrittore alle prime armi che con il suo romanzo di debutto è riuscito a ottenere il primo premio della stagione letteraria, il Prix du Roman Fnac. Per realizzarlo, l’autore si è basato in parte sulla storia personale, unendo il suo luogo di nascita, Haiti, e quello in cui si è trasferito, Montreal. Il racconto, infatti, segue un insegnante che riesce a fuggire dalle bande criminali haitiane e ad arrivare in Canada. Ma dopo un primo momento di successo, Orélien è finito nel mirino del gruppo Balance ton Claude, ovvero “Denuncia il tuo Claude”, che ha analizzato il testo con un programma ad hoc per individuare l’AI. E il verdetto è stato chiaro: il romanzo, secondo il gruppo, era stato interamente scritto dalla macchina, non da Orélien.

Le ricerche di Orélien e com’è nata la storia del romanzo

Per un mese lo scrittore non è intervenuto sull’argomento, poi ha rotto il silenzio pubblicando il testo Ce roman que j’ai écrit, (Questo romanzo che ho scritto). Orélien ha specificato subito l’uso di alcuni strumenti per fare delle ricerche, ma ha negato il ricorso all’AI e ha sottolineato come tale accusa sia «una calunnia e un’eresia». Soprattutto, dopo la denuncia del gruppo, il romanzo è stato escluso dal premio Goncourt perché secondo l’Académie «con ogni probabilità» è «in larghissima parte il prodotto di un’intelligenza artificiale».

Orélien ha rivendicato la paternità della storia, che «viene dalle mie ferite e da quelle degli altri migranti». Sottolineando anche che «è il frutto del mio lavoro, è una mia creazione» e non di una macchina. Lo scrittore ha spiegato anche la genesi del romanzo. Stando a quanto riportato nel testo da lui pubblicato, avrebbe iniziato a lavorarci nel 2017, per poi terminare una prima versione nel 2019. Orélien, però, non ha fornito prove che potessero attestare la stesura in quegli anni.

Le ammissioni dello scrittore sul plagio

Dopo aver negato l’uso dell’AI, l’autore ha ammesso un dettaglio: aver plagiato alcuni testi pubblicati anni fa da altri scrittori. Un errore che lui stesso ha definito «inaccettabile», fatto perché «ero senza dubbio troppo impaziente, senza rendermi davvero conto di quanto avessi ancora da imparare». Per questo, Orélien ha chiesto scusa.

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