Nobel per la Letteratura 2026 alla canadese Anne Carson per la sua «opera audace e innovativa»: chi è la poetessa di Decreazione – Il Video
È stato assegnato il Nobel per la Letteratura all’autrice canadese Anne Carson, poeta e professoressa universitaria di lettere classiche di 76 anni «per la sua opera audace e innovativa che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha creato nuove forme per la letteratura contemporanea». Le sue opere sono sperimentali e difficili da inquadrare, e in Italia alcune sono state tradotte recentemente, molti anni dopo l’edizione originale. Tra i suoi ultimi libri ci sono La bellezza del marito. Un saggio romanzato in 29 tanghi, pubblicato nel 2022 da La nave di Teseo; e Decreazione, uscito per Utopia nel 2023.
Chi è Anne Carson
La poetessa nasce a Toronto il 21 giugno 1950, studia lettere classiche all’Università di Toronto. Nel corso degli studi trascorse anche un anno all’Università di St. Andrews, dove studiò metrica e filologia greca. Nel 1986 pubblicò il suo primo libro, Eros the Bittersweet, una versione rielaborata della sua tesi di dottorato, in cui esplorava il tema dell’eros nella lirica greca e, soprattutto, in Saffo, concentrandosi sul legame tra amore e solitudine. Per la sua attività poetica ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui la Guggenheim Fellowship nel 1998 e il MacArthur Fellows Program nel 2000. È stata anche un’importante traduttrice di diversi classici del teatro greco, tra cui l’Elettra, l’Antigone e l’Ifigenia in Tauride.
L’anno scorso il «maestro dell’apocalisse» László Krasznahorkai
Lo scorso anno a imporsi è stato lo scrittore ungherese più famoso al mondo, László Krasznahorkai, il «maestro dell’apocalisse» secondo Susan Sontag, una delle più influenti autrice della scena contemporanea. L’Accademia ha definito la sua opera «avvincente e visionaria», un’opera che, «nel mezzo del terrore apocalittico, riafferma il potere dell’arte». Nei suoi romanzi più famosi come Satantango che ritrae un gruppo di residenti indigenti in una fattoria collettiva abbandonata nella campagna ungherese poco prima della caduta del comunismo o Melancolia della resistenza (un febbrile fantasy horror ambientato in una piccola città ungherese dei Carpazi),offre al lettore uno stile simile a quello di un torrente in fiume, fatto di frasi lunghissime spesso senza. Uno stile che lo stesso scrittore ha definito come «la realtà esaminata fino alla follia».
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