Treni regionali in ritardo? Scatta il rimborso agli abbonati: cosa c’è nella nuova legge popolare e la raccolta firme dei pendolari in Lombardia
Chiedono una maggiore puntualità dei treni e rimborsi automatici agli abbonati Trenord in caso di ritardo gli oltre 2mila viaggiatori che hanno firmato la petizione “Lombardia si muove”, che mira a introdurre una legge regionale sul tema. L’obiettivo adesso è arrivare alle cinquemila firme, la soglia necessaria affinché la proposta di legge possa essere discussa dal Consiglio regionale.
Per questo, come riporta la Provincia pavese, la campagna arriverà sabato 17 alla stazione di Pavia, dove dalle 9:30 si cercherà di raccogliere le firme di quanti più pendolari possibile. La Lombardia, infatti, «non prevede la sottoscrizione online delle iniziative di legge popolare, altrimenti gli aderenti sarebbero molti di più, visto l’argomento», ha dichiarato Giulio Guastini di +Europa, coordinatore nazionale della campagna, alla quale aderiscono anche i Giovani Democratici (la sezione giovanile del Pd), Alleanza Verdi e Sinistra, Radicali, Ora!, Possibile, Volt e Azione. Per il momento l’iniziativa riguarda unicamente la Lombardia, ma il tema interessa ogni giorno migliaia di pendolari in tutta Italia e potrebbe quindi allargarsi anche ad altre regioni.
Cosa chiedono i pendolari lombardi
I viaggiatori lombardi che hanno sottoscritto la petizione chiedono innanzitutto che venga ripristinato il rimborso automatico per gli abbonati di Trenord in caso di ritardo, cancellazione e altri disservizi. Il meccanismo, in vigore fino al 2023, è stato in seguito modificato. Adesso le regole prevedono un indennizzo su richiesta del pendolare, che deve compilare i moduli e inviarli alla compagnia di trasporto, rendendo il processo più complicato. «Togliendo l’automatismo i rimborsi sono crollati da 5,7 milioni a circa 100mila euro, non perché il servizio sia migliorato, ma perché è diventato più difficile ottenerli», scrivono i promotori della campagna.
Maggiore trasparenza sulla quota di ritardi e cancellazioni
Si punta anche a ottenere una maggiore trasparenza da parte dell’azienda. I pendolari chiedono in particolare che due dei parametri della qualità del servizio: la quota di corse in ritardo o cancellate, siano resi pubblici, cosa che al momento avverrebbe di rado. Fino a qualche tempo fa, per esempio, il dettaglio mensile sul servizio della società, che serviva per erogare gli indennizzi, riportava le informazioni sui treni cancellati, mentre oggi c’è solo una percentuale.
Le dichiarazioni di esponenti della politica cittadina
Al presidio parteciperanno anche esponenti della politica cittadina. «La situazione del trasporto pubblico locale e ferroviario è ormai disastrosa. La legge di iniziativa popolare è pensata per tutelare i diritti dei viaggiatori e garantire migliori condizioni di qualità e sicurezza», ha dichiarato Luca Testoni, consigliere comunale e segretario di Avs. Tommaso Bernini, consigliere a Pavia e segretario di Azione, ha aggiunto: «I disservizi sono all’ordine del giorno, è evidente che la qualità non sia all’altezza». Ha poi sottolineato che «grazie ai treni, Pavia dovrebbe distare pochi minuti da Milano, ma in realtà così non è, con un mancato sviluppo che si ripercuote su tutta la città».

