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Non è vero che alcuni britannici abbiano bruciato una moschea perché stufi dei canti religiosi

17 Ottobre 2026 - 08:53 David Puente
Non è vero che alcuni britannici abbiano bruciato una moschea perché stufi dei canti religiosi
Nelle ricostruzioni di polizia e cronache dell’epoca la causa degli scontri sono le notizie false sulla strage di Southport
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Circola un video che, secondo i post che lo rilanciano, mostrerebbe una moschea del Regno Unito incendiata e distrutta dagli inglesi perché diffondeva la preghiera islamica dagli altoparlanti cinque volte al giorno, con la polizia che cercherebbe di impedirlo. Il video mostra, in realtà, le violenze di Southport del luglio 2024 a seguito della diffusione di notizie false su un fatto di cronaca.

Come viene presentato il filmato

Il video circola con due scritte diverse. Nel primo reel si legge: «NEL REGNO UNITO HANNO MESSO A FERRO E FUOCO UNA MOSCHEA, ERANO STUFI DEI CANTI RELIGIOSI 5 VOLTE AL GIORNO».

Fotogramma del video con la scritta sulla moschea incendiata nel Regno Unito, in una strada con case in mattoni

Nel secondo reel, più lungo, la didascalia dice: «In Regno Unito gli inglesi sono già stufi di una moschea in un quartiere che diffonde le preghiere islamiche dagli altoparlanti 5 volte al giorno e passano all’azione incendiandola e distruggendola. La polizia britannica cerca di evitarlo».

Fotogramma del secondo video con la didascalia sugli altoparlanti e sulla polizia

Le scene combaciano con un’immagine pubblicata nel 2024

Il video corrisponde a un’immagine di Today.it, in un articolo del 2 agosto 2024 sulle violenze contro le moschee dopo la strage di Southport.

Immagine di Today.it con un mezzo in fiamme e agenti con scudi antisommossa davanti a un edificio in mattoni rossi

Confrontando i fotogrammi con il video diffuso dal Time & Star, le scene coincidono.

Immagine di  Time & Star con un mezzo in fiamme e agenti con scudi antisommossa davanti a un edificio in mattoni rossi

Nel video diffuso sui social, oggetto di questa verifica, è possibile notare gli stessi edifici e i mezzi della polizia posizionati nella stessa area.

Confronto tra un fotogramma del video e l’immagine PA del Times & Star con lo stesso edificio, semaforo e furgone della polizia

Perché a Southport era scoppiata la violenza

Il 29 luglio 2024, durante una lezione di danza a Southport, vicino a Liverpool, tre bambine erano state uccise a coltellate. Sui social si era diffusa la notizia falsa che l’aggressore fosse un migrante musulmano di nome Ali Al-Shakati.

La sera del 30 luglio, dopo una veglia pacifica, la polizia del Merseyside riferì che un gruppo ritenuto vicino all’English Defence League aveva iniziato a lanciare oggetti contro la moschea di St Luke’s Road e che gli agenti venivano colpiti con bottiglie e bidoni. Secondo ITV News, un furgone della polizia fu dato alle fiamme. Di fatto, nelle immagini brucia un mezzo in strada, non la moschea.

L’autore della strage era Axel Rudakubana, 17enne all’epoca dei fatti, nato nel Regno Unito (a Cardiff) da genitori ruandesi di fede cristiana. Il governo ha confermato che tra il 2019 e il 2021 era stato segnalato tre volte al programma antiestremismo Prevent. Nel gennaio 2025 è stato condannato all’ergastolo con un minimo di 52 anni. Gli investigatori hanno escluso la matrice terroristica, perché non c’era una causa politica o religiosa riconoscibile.

Conclusioni

Il video riprende gli scontri scoppiati a Southport il 30 luglio 2024, quando un gruppo attaccò polizia e moschea dopo la diffusione di notizie false sull’aggressore della strage. Non mostra una moschea incendiata e distrutta per le preghiere trasmesse dagli altoparlanti.

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