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Cappucci neri, maschere dei giocatori di calcio e «rara violenza», l’identikit dei fermati a Milano negli atti del pm

19 Ottobre 2026 - 18:58 Federico D’Ambrosio
un gruppo incappucciato assalta un auto dei carabinieri in piazza Duomo a Milano
La procura ha chiesto la convalida in carcere per sei arrestati domenica e cinque sabato. Nessuno ha precedenti. Cosa dicono le carte visionate da Open
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Sei maggiorenni arrestati ieri, cinque dopo i fatti di sabato 17 ottobre a margine del corteo Italia in piazza. Gli atti firmati dai pm della procura di Milano che seguono i due fascicoli in parallelo, e hanno chiesto per tutti la custodia cautelare in carcere, però raccontano immagini tutto sommato simili quando devono descrivere i maggiorenni, alcuni dei quali diciottenni o poco più – alcuni più grandi ma entro i venticinque anni – che hanno devastato le vetrine del centro meneghino o si sono scontrati con la polizia. Open ha potuto leggere gli atti in cui i magistrati mettono nero su bianco la prima ricostruzione dell’accaduto e del comportamento dei fermati (per i minorenni procede la procura minorile).

Gli assalti ai negozi di domenica

Ieri, il gruppetto di fermato è descritto come incurante della violenza, per nulla spaventato dai fatti del giorno precedente e dalle possibili conseguenze: non hanno avuto remore, scrivono i magistrati coordinati da Marcello Viola, ad «adoperare violenza, aderire ai disordini di piazza e riproporre i medesimi comportamenti avvenuti solo un giorno prima» da parte di altri.

In una contestazione di devastazione e saccheggio (un reato pesantissimo che ha come massimo di pena 15 anni di reclusione) si legge che uno degli arrestati, 18 anni, assieme ad una «cinquantina» di ragazzi, che si muoveva usando spranghe e altri oggetti assieme a circa 50 altri, avrebbe portato via una gran quantità di oggetti di marca. Le forze dell’ordine sono riuscite a rintracciarlo proprio grazie a questo: quando sono arrivati era lì vicino, con la merce ancora in mano, ma avrebbe colpito un agente mentre fuggiva.

La «capacità criminale» nei fatti di sabato

Nel racconto di sabato, almeno nel comportamento dei fermati, l’obiettivo appaiono essere le forze dell’ordine. I cinque per cui si chiede la convalida in carcere si sono mossi tutti col volto travisato, chi con un costume di Halloween, chi con il volto di un giocatore di calcio famoso. Hanno divelto sampietrini, lanciato cestini di metallo, lanciato petardi o bottiglie. Nonostante la giovane età, il gruppo – scrivono i magistrati – ha mostrato una «significativa capacità criminale» e poca attitudine all’autocontrollo. Per loro, sebbene incensurati, la procura sostiene che l’unica misura cautelare possibile sia il carcere. Nei prossimi giorni valuterà il gip.

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