Ultime notizie AutotrasportatoriGiorgia MeloniGiovaniSigfrido RanucciUcraina
POLITICABancarottaDaniela SantanchèInchiesteLombardiaMilanoTruffe

Daniela Santanchè, i pm chiedono il rinvio a giudizio: «Bancarotta fraudolenta e truffa allo Stato»

22 Ottobre 2026 - 12:01 Antonia Verderosa
ex ministra del turismo rinviata a giudizio per bancarotta fraudolenta
L'ex ministra del Turismo è coinvolta nell'inchiesta sui fallimenti di Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl. I pm chiedono il rinvio a giudizio per altre 14 persone e una società
Google Preferred Site

La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per Daniela Santanché. L’ex ministra del Turismo e senatrice di Fratelli d’Italia è coinvolta nell’inchiesta sui fallimenti di quattro società: Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl. Le accuse, contestate a vario titolo, sono di bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato. Tra gli indagati ci sono il figlio Lorenzo, l’ex compagno Giovanni Canio Mazzaro e la sorella Fiorella Garnero. Rispetto alla chiusura delle indagini di luglio, una sola posizione è stata stralciata, con una richiesta di archiviazione.

I dividendi milionari e i compensi agli amministratori

Al centro dell’inchiesta ci sono i fallimenti delle società del gruppo alimentare Bioera-Ki Group, nel quale Santanchè ha ricoperto diversi incarichi. Secondo i pm, mentre Ki Group Holding era già in difficoltà economiche, gli amministratori si sarebbero distribuiti dividendi per oltre 4,1 milioni di euro nel 2015, nonostante il bilancio consolidato fosse in perdita. Gli inquirenti contestano anche plusvalenze fittizie per quasi 12 milioni di euro e l’utilizzo irregolare di uno dei due finanziamenti bancari, per un totale di 2,4 milioni, ottenuti nel 2020.

Per quanto riguarda Bioera, di cui Santanchè è stata presidente dal 2012 al 2022, l’accusa sostiene che tra il 2018 e il 2023 siano stati distribuiti agli amministratori compensi per oltre 2,1 milioni di euro, ritenuti sproporzionati rispetto alle condizioni economiche della società. Gli indagati avrebbero inoltre nascosto la perdita dell’intero capitale sociale, avvenuta nel 2019.

I 3,3 milioni di euro ottenuti da Invitalia

Tra le contestazioni c’è una presunta truffa ai danni di Invitalia, che nel 2021 avrebbe concesso un prestito da 2,7 milioni di euro e un credito d’imposta da 600mila euro nell’ambito delle misure di sostegno alle imprese durante la pandemia. Secondo i pm, i fondi sarebbero stati ottenuti senza avere i requisiti previsti dalla legge.

Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza, erano state chiuse a metà luglio. A presentare la richiesta di processo sono stati i pm Luigi Luzi e Guido Schininà, con il procuratore aggiunto Roberto Pellicano. Sarà ora il giudice dell’udienza preliminare a decidere sul rinvio a giudizio. Santanchè aveva già respinto le accuse a luglio, sostenendo attraverso i suoi legali di aver agito correttamente.

L’ex ministra è già a processo per il presunto falso in bilancio del gruppo editoriale Visibilia. È invece ferma in udienza preliminare la vicenda dell’ipotetica truffa all’Inps sulla cassa integrazione Covid: l’udienza è stata rinviata al 3 febbraio 2027, in attesa di una decisione della Corte costituzionale.

leggi anche