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«Lo fermiamo subito in auto, così nessuno vede», a Milano sei vigili ai domiciliari per 8 arresti illegali e verbali falsi

22 Ottobre 2026 - 15:00 Marco Fedeli
Una volante della Polizia locale ai Milano
Telecamere oscurate, soldi sottratti e i messaggi nel gruppo «Siamo stupefacenti». Come agiva la "squadretta" della polizia locale secondo la Procura: il gip conferma la misura cautelare per tutti gli indagati
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Va ai domiciliari anche un sesto vigile nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano su una serie di arresti illegali. Le accuse contestate a vario titolo vanno dal falso in atto pubblico al peculato, fino alla calunnia. Anche per gli altri cinque vigili, arrestati lo scorso agosto per aver arrestato un uomo abusando dei propri poteri, sono stati confermati i domiciliari. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari di Milano, Elio Sparacino, al termine degli interrogatori preventivi.

Cosa si dicevano nelle chat Whatsapp

A sostenere le accuse della Procura ci sono diverse intercettazioni e i messaggi scambiati in una chat Whatsapp dal nome «Siamo stupefacenti». Tra questi si legge: «Lo fermiamo e lo mettiamo subito in macchina, così nessuno vede», oppure una degli indagati, l’ex commissaria, suggeriva di alterare i verbali: «Modificatelo se c’è bisogno». Infine, a proposito di un fermo di un 16enne in bicicletta avvenuto a gennaio e uno degli episodi contestati dalla Procura, una collega estranea all’inchiesta aveva espresso forti dubbi sulla regolarità dell’intervento e sulla reale appartenenza della droga al ragazzo: «Sono questi gli arresti che volete fare? Prendete dei 16enni in bici. Non ha fatto un ca**o, gli abbiamo rovinato la vita». In risposta, l’agente indagato gli aveva scritto: «Tu non devi raccontare le cose del nucleo in giro».

Cosa contesta la Procura

L’inchiesta è nata dalla denuncia del difensore di un pusher arrestato il 16 luglio scorso. Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero simulato che il fermo fosse stato fatto a Milano anziché a Corsico, fuori dalla loro competenza territoriale. Avrebbero poi falsificato gli atti dell’operazione, oscurando le telecamere e sottraendogli 1.450 euro. Poi, con il proseguimento delle indagini, investigatori e inquirenti hanno ricostruito in totale almeno otto casi di arresti illegali, in particolare per fatti di droga, contestando, a vario titolo, ben 33 imputazioni ai sei vigili. Secondo la Procura, infatti, i sei vigili agivano come una «squadretta», organizzando le operazioni nei minimi particolari.

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