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Sanremo, perché cantanti e lavoratori Rai pagheranno (ancora) la tassa di soggiorno per il Festival

26 Ottobre 2026 - 22:21 Michela De Marchi Giusto
L'esenzione era stata proposta per i cantanti e i tecnici Rai durante il Festival
La proposta di sopprimere il balzello in esame al Comune non è stata approvata entro il termine di legge. Gli spiragli per il 2028
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I cantanti che partecipano al Festival di Sanremo e i lavoratori Rai che gestiscono la kermesse dovranno ancora pagare la tassa di soggiorno nel 2027. L’esenzione era stata inizialmente annunciata già per la prossima edizione, ma a causa di problemi burocratici l’iter per l’approvazione si è bloccato. Il Tavolo del Turismo di Sanremo punta ora a un altro obiettivo: rendere operativa la decisione a partire dal 2028.

Perché era stata proposta la cancellazione

Secondo l’assessore comunale alla Cultura e al Turismo Alessandro Sindoni gli artisti, orchestrali e tecnici del Festival non arrivano a Sanremo «in vacanza», ma «sono lavoratori a tutti gli effetti». Da qui l’esigenza di cancellare la tassa di soggiorno di 3-4 euro a notte per chi fa parte della kermesse. La proposta era stata approvata dagli stakeholder e si stava preparando l’autocertificazione, che poi i discografici avrebbero compilato. Ma l’iter burocratico si è interrotto e ha portato a posticipare l’iniziativa.

L’esenzione non sarà applicata nel 2027

Come riportano Sanremonews e Riviera24, durante il Tavolo del Turismo l’applicazione dell’esenzione ha trovato le prime difficoltà. L’iter per l’approvazione è stato rallentato dalla complessità della macchina burocratica. Poi si è fermato di fronte alla scadenza di legge del 31 ottobre, entro cui si poteva intervenire sulle imposte comunali. Non potendo dare il via all’esenzione già per l’edizione del 2027, l’amministrazione punta a completare il percorso entro il Festival del 2028.

Quali saranno gli step per l’approvazione

La cancellazione dell’imposta era stata già approvata da Silvio Di Michele, presidente di Confcommercio Federalberghi, Marco Sarlo di Federturismo Confindustria e Maurizio Massimino di Confesercenti Asshotel. Tutti e tre avevano ritenuto l’idea di Sindoni un gesto di attenzione verso la Rai, i cui dipendenti «restano a Sanremo per molto tempo, già da inizio gennaio fino a due settimane dopo l’evento per lo smontaggio, per i quali comunque prima si applicava per un massimo di 15 giorni» spiega Di Michele. Ma per essere applicata, la proposta deve essere sottoposta a tre passaggi: il parere tecnico del Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’esame da parte della commissione consiliare di riferimento e l’approvazione definitiva in Consiglio comunale.

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