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Gattini aggrediti e uccisi in provincia di Lucca: cosa sta succedendo e l’ipotesi di un “killer” dei felini

28 Ottobre 2026 - 23:48 Michela De Marchi Giusto
Il caso in provincia di Lucca
In otto mesi sono scomparsi circa trenta gatti e cinque sono stati ritrovati in condizione estreme per le strade di Pietrasanta. Il modus operandi sempre uguale, ma ancora nessun responsabile rintracciato
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Cinque gatti sono stati ritrovati senza vita a Pietrasanta negli ultimi otto mesi. È quanto riporta il Corriere della Sera, specificando anche che il numero dei decessi potrebbe aumentare perché da febbraio sono scomparsi circa 30 felini. Le guardie zoofile di Lucca dell’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) stanno lavorando per far luce sul caso e, stando ai primi accertamenti, le aggressioni sarebbero avvenute tutte con la stessa modalità e in circostanze non casuali. Nonostante ciò, non è ancora stato individuato un colpevole.

Cosa si sa sull’uccisione dei gattini

L’Oipa parla di un modus operandi sempre uguale per uccidere i gattini, ritrovati per le strade di Pietrasanta in condizioni estreme. «Aggressioni tanto brutali quanto sistematiche, tali da far ipotizzare la responsabilità di più persone» sottolineano le guardie zoofile. Dopo il ritrovamento dei cinque gattini (che si chiamavano Morticia, Pandora, Andrea, Nerone e Denise) sono state presentate le denunce e ora sono in corso le indagini. Ma secondo l’Oipa è necessario anche l’intervento del Comune per spostare in un luogo più sicuro i gatti e per intensificare i controlli sul territorio sia con le forze dell’ordine sia con più telecamere di videosorveglianza. In questo modo si fermerebbe il “killer” dei felini, oltre che garantire la sicurezza pubblica a tutti gli animali.

L’appello dell’Oipa: «Collaborare per impedire altre vittime»

A tutti i cittadini di Pietrasanta la coordinatrice delle guardie zoofile Oipa di Lucca, Stefania Picchi, ha chiesto di collaborare «per ricostruire quanto accaduto e impedire che altri animali diventino vittime di aggressioni barbare e cruente» riporta il Corriere. Di fronte alle torture e alle uccisioni dei felini, secondo Picchi «non va dimenticato che una persona capace di scagliarsi con tanta ferocia contro un animale, è un pericolo per l’intera società». Infatti, l’aggressione verso qualunque specie animale, può trasformarsi in «una violenza altrettanto cruenta nei confronti delle persone». 

I casi simili nel resto d’Italia

La scomparsa dei gatti non riguarda solo il territorio toscano. A Sedico, in provincia di Belluno da inizio settembre sono spariti circa trenta gatti e i loro resti sono stati ritrovati per le strade della città. L’intervento della sezione locale di Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente) non ha ancora portato all’individuazione dei responsabili, ma secondo i primi accertamenti i felini potrebbero essere stati rapiti da un essere umano oppure colpiti da un predatore animale, per esempio dei lupi. Un caso simile ha colpito anche i territori in provincia di Perugia, dove la sparizione di venti gatti potrebbe essere collegata a un sacrificio pre-Halloween. Anche in questo caso, però, nonostante la denuncia dell’Ente Nazionale Protezione Animali, i colpevoli non sono stati ancora rintracciati.

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