Ultime notizie Incidenti ferroviariIsraeleLegge di bilancioScontriUcraina
ATTUALITÀArteCarabinieriFurtiIntelligenza artificiale

Rubano un quadro e lo modificano per nasconderlo: l’intelligenza artificiale dei carabinieri lo riconosce dopo 20 anni

29 Ottobre 2026 - 11:17 Antonia Verderosa
Il dipinto originale di Sant'Agnese, raffigurata mentre accarezza un agnello, prima delle modifiche successive al furto del 2004
Il dipinto era scomparso da una chiesa di Sulmona nel 2004. I ladri avevano sostituito l'agnello con una pergamena e modificato una santa facendola sembrare una donna comune. La tela è stata individuata a una fiera di Parma grazie a un software che confronta le immagini delle opere rubate
Google Preferred Site

Un agnello trasformato in una pergamena, un’aureola cancellata e una santa diventata una donna qualunque. Era bastato modificare alcuni dettagli per rendere irriconoscibile un dipinto rubato da una chiesa di Sulmona, in Abruzzo. Per vent’anni non se n’era saputo più niente. Ma il travestimento non è sfuggito all’intelligenza artificiale dei carabinieri, che ha individuato l’opera tra i quadri in vendita a una fiera di antiquariato a Parma.

Il quadro rubato e il trucco per renderlo irriconoscibile

Nell’ottobre 2024, i carabinieri stavano effettuando un controllo tra gli stand del Mercanteinfiera di Parma, fotografando le opere esposte. Le immagini erano poi caricate in una banca dati e confrontate con quelle dei dipinti rubati. Dopo alcune ore, il sistema di intelligenza artificiale addetto al confronto aveva segnalato una possibile corrispondenza. «C’era qualcosa che non tornava», racconta il tenente colonnello Salvatore Rapicavoli del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale alla Bbc. Il giorno successivo i militari erano tornati alla fiera e avevano sequestrato la tela raffigurante una giovane donna vestita di rosso e azzurro, con una pergamena tra le mani per sottoporla agli accertamenti degli esperti.

Quella figura, in realtà, è Sant’Agnese. Il quadro era stato trafugato l’11 agosto 2004 della chiesa della Madonna della Potenza, a Sulmona. In origine la santa stringeva un agnello, simbolo che la identifica nell’iconografia cristiania, e teneva in mano la palma del martirio. Qualcuno aveva coperto questi elementi con uno strato di pittura, trasformandola in una sibilla. Le modifiche avrebbero dovuto renderne impossibile il riconoscimento per facilitarne la vendita. Ma l’algoritmo ha individuato somiglianze nei colori e nella composizione, risalendo all’immagine originale.

Come funziona l’intelligenza artificiale dei carabinieri

Il sistema sviluppato dai carabinieri si chiama Swoads (Stolen Works of Art Detection System). Non si limita a cercare soggetti identici. Può riconoscere anche porzioni di dipinti tagliati, riassemblati o modificati dopo un furto. E riesce a individuare dettagli che potrebbero sfuggire a un investigatore impegnato a esaminare centinaia di fotografie.

Il software monitora anche siti di aste, piattaforme di commercio elettronico e social network. Secondo i dati di Rapicavoli, dal novembre 2023 ha contribuito al recupero di oltre 300 dipinti e sculture e più di 165mila oggetti, tra monete, manoscritti, medaglie e reperti religiosi, per un valore complessivo superiore a 203 milioni di euro. Tra i ritrovamenti più recenti c’è anche Riposo della pastorella, un dipinto di Filippo Palizzi rubato nel 1972 dalla Galleria d’Arte Moderna Carlo Rizzarda di Feltre, in Veneto. Nel 2026 è stato individuato sul sito di una casa d’aste grazie ai controlli effettuati dal programma.

L’intelligenza artificiale non può, però, sostituirsi agli agenti. «Il recupero dipende comunque dagli investigatori e dall’ apparato giudiziario», sottolinea alla Bbc Carina Popovici, cofondatrice della società Art Recognition.

Il ritorno di Sant’Agnese dopo vent’anni

E non tutti i quadri rubati sono destinati a ricomparire sul mercato. «Non mi aspetto che il sistema ritrovi la Natività di Caravaggio, una delle opere nella nostra lista dei più ricercati», ammette Rapicavoli. Per Sant’Agnese, invece, la storia si è conclusa con il ritorno a casa. Il 30 maggio 2025, dopo oltre vent’anni dalla scomparsa, il dipinto è stato restituito alla diocesi di Sulmona.

leggi anche