Incidente elicottero Bosnia, cosa è successo e chi sono le vittime
Quasi certamente un guasto tecnico ha causato l’incidente dell’elicottero italiano CH-47 dell’esercito in Bosnia che è precipitato vicino a Brcko nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre. Le vittime sono Simone Ruggia e Claudio Marchesi, che appartenevano alla componente aerea dell’Esercito, il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci. Undici i feriti. Mentre il ministero della Difesa fa sapere che non ci sono ancora i dettagli: «Impossibile, è troppo presto, ci potrebbero volere giorni per capire e risalire alle cause».
L’incidente del CH-47 a Brcko
Il Corriere della Sera fa sapere che i piloti si sono salvati «ed è stato quasi un miracolo», secondo il governo. Riguardo il guasto, gli esperti che hanno visto il video postato su Facebook dalla Bosnia dicono che sembra che uno dei due rotori si sia bloccato o abbia fatto un’inversione di rotazione. Il rotore è l’elemento meccanico di un elicottero che tramite la rotazione genera la forza necessaria per volare. Di solito sono due: quello principale e il rotore di coda. Nel filmato si vede un avvitamento anomalo.
L’elicottero CH-47F Chinook è prodotto da Boeing in collaborazione con Leonardo. Ieri le condizioni meteo erano abbastanza normali e il vento era inferiore ai 5 km orari. L’apparecchio faceva parte della missione militare Eufor-Althea, di cui l’Italia detiene il comando.
Eufor-Althea
La missione militare Eufor-Althea, fa sapere il sito della Difesa, «è stata avviata il 2 dicembre 2004, su mandato delle Nazioni Unite (UNSCR 1551 del 9 lug. 2004), rilevando le attività condotte dalla missione precedente SFOR della NATO in Bosnia-Erzegovina, conclusasi a seguito della decisione assunta dai Capi di Stato e di Governo dell’Alleanza al vertice di Istanbul (28-29 giugno 2004)». EUFOR «garantisce un monitoraggio costante e capillare in materia di controllo degli armamenti, in aderenza agli annessi IA e IB degli accordi Dayton. Nel 2012 l’operazione è stata riconfigurata ed ha cambiato la sua attenzione al supporto degli sforzi effettuati dalle istituzioni locali per contribuire a creare un ambiente sicuro utile alla stabilizzazione dello Stato».
Le vittime
Tra le vittime, Laura Procacci era alla sua prima missione internazionale. Originaria di Andria, aveva studiato medicina ed era entrata nella Croce Rossa. A marzo, racconta Repubblica, aveva giurato come sergente e, ricorda il Corriere, era stata la prima donna a raggiungere il grado di sottufficiale nel Corpo militare volontario della Croce Rossa italiana. Franco Adriano Zecchillo, lombardo, era un tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare all’ospedale di Legnano. Dal 1990 era tenente della Croce Rossa.
Simone Ruggia e Claudio Marchesi erano invece tecnici di volo. Facevano parte del Primo reggimento Aviazione dell’esercito «Antares» di Viterbo. Ruggia, originario di Salerno, era appassionato di immersioni subacquee. Marchesi, 35 anni, era originario di Orvieto, nel Ternano. Appassionato di sci e calcio, sport che aveva praticato da ragazzo. Entrambi facevano parte dell’Aves di Viterbo.
Il Chinook
Il Chinook era partito mercoledì 28 ottobre proprio da Viterbo. Aveva fatto tappa all’aeroporto militare di Pratica di Mare prima di raggiungere la Bosnia. I militari dislocati nell’area oggi sono circa 1.600: 300 gli italiani. Vengono da 24 paesi: 18 membri dell’Ue, gli altri 6 sono Cile, Albania, Moldova, Macedonia del Nord, Svizzera e Turchia. Dal 21 gennaio 2026 il generale di divisione dell’Esercito Maurizio Fronda ha assunto il comando della forza multinazionale, con sede a Camp Butmir, Sarajevo.

