L’onda della Gen Z travolge anche la Germania: 180mila in piazza contro le spese militari. Scontri, incendi e negozi saccheggiati – I video
Oltre 180mila manifestanti sono scesi in piazza oggi, 31 ottobre, in una trentina di città della Germania per chiedere maggiori investimenti nell’istruzione, nella sanità e nel futuro delle nuove generazioni, anziché nella spesa militare. A promuovere la mobilitazione è stato il movimento giovanile apartitico «GenZ regelt!», che si oppone ai tagli alla spesa pubblica e all’introduzione della leva militare obbligatoria. La Germania si aggiunge così ai diversi Paesi in protesta da settimane, come la Francia e l’Italia. A Berlino migliaia di studenti e giovani si sono radunati alla Porta di Brandeburgo, per poi proseguire nel pomeriggio verso Rosenthaler Platz. Tra musica, canti e cartelli contro il cancelliere Friedrich Merz, i manifestanti hanno chiesto scuole meglio attrezzate, maggiori risorse per la formazione e politiche più attente alla tutela del clima. In piazza anche bandiere arcobaleno, palestinesi e della Linke, insieme a slogan contro la guerra e l’ascesa dell’estrema destra di AfD.
Scontri con le forze dell’ordine
Nonostante il clima prevalentemente pacifico dei cortei, in alcune città si sono registrati scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, in particolare a Francoforte sul Meno, Colonia e Amburgo, dove alcuni gruppi si sarebbero staccati dalle manifestazioni. Proprio ad Amburgo, nel quartiere di Steindamm, alcuni manifestanti hanno incendiato delle barricate. Diversi negozi sono stati presi d’assalto e saccheggiati.
October 31, 2026
«Prendiamo le distanze da ogni violenza»
Nei giorni precedenti alla mobilitazione, tuttavia, gli organizzatori avevano ribadito la volontà di manifestare senza violenze. «Prendiamo le distanze da ogni violenza», aveva dichiarato Amy Kirkhoff, segretaria generale della Conferenza scolastica federale, durante un incontro con la stampa straniera. «Sono molti i temi che ci stanno a cuore, dalla necessità di un maggiore impegno per l’istruzione e la formazione, che passa anche per un miglioramento delle infrastrutture, alla protezione del clima», aveva aggiunto. Le autorità di sicurezza avevano precisato di non avere elementi che indicassero appelli organizzati alla violenza.

