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L’intervista contro Hamas che l’aspirante sindaca di Berlino voleva censurare

30 Ottobre 2026 - 08:08 Ettore Ambrosi
elif eralp candidata die linke sindaco berlino
Ma lo Spiegel l'ha pubblicata lo stesso. E ora Elif Eralp è nei guai
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L’aspirante sindaca di Berlino Elif Eralp ha chiesto a Der Spiegel di censurare quanto aveva detto lei stessa in un’intervista per paura di ritorsioni nei confronti dei suoi parenti. Ma il settimanale l’ha pubblicata lo stesso, insieme al nome di un noto esponente pro-Hamas per condannarlo pubblicamente. La storia che racconta oggi il Corriere della Sera parte dalle domande dello Spiegel sull’antisemitismo. La Linke è sotto accusa per i legami di alcuni suoi membri con ambienti pro Pal, ma anche pro Hamas e antisemiti.

La festa

L’esponente di un clan che domina la piazza dello spaccio di Neukölln, è comparso alla festa della vittoria. Eralp durante l’intervista condanna i membri impegnati con la Palestina e i loro eccessi. Il giornalista le chiede se si riferisce anche a Ibrahim Ibrahim? E risponde semplicemente di sì. Il 70 enne è uno che ha detto in pubblico che Yanya Sinwar, la mente del 7 ottobre, non è un terrorista ma un eroe. Vicino al Fronte per la liberazione della Palestina, è organizzatore del radicalismo. Secondo le abitudini tedesche le interviste politiche vengono rilette dall’intervistato e dal suo staff, che può precisare o correggere le risposte. Quando arriva l’ok, con il documento arrivano anche le note dello staff e di Eralp.

Le note all’intervista

In una dice testualmente: «C’è un PROBLEMA». Poi ancora: «Non posso mettere in pericolo me e la mia famiglia». E citandolo per nome, lui «non vuole, mio marito, e nemmeno io, fare nomi concreti, lui ha paura di queste persone e anch’io». Per chiudere disperandosi: «Non dovevo mai dare quest’intervista allo Spiegel ». A quel punto Eralp chiede di togliere la domanda su Ibrahim. Naturalmente lo Spiegel dice di no. E a quel punto pubblica anche la risposta non autorizzata. «Sarebbe inaccettabile se una sindaca di Berlino subordinasse importanti dichiarazioni politiche, o addirittura decisioni, al fatto che lei personalmente o suoi familiari stretti abbiano paura di determinate persone o gruppi», dicono gli autori.

La Linke e l’antisemitismo

Ora, conclude il quotidiano, l’avventura di Elif Eralp, che voleva essere la Mamdani di Berlino, con al collo la catenella «tetto agli affitti» e sempre un tocco di rossetto rosso, è a un passo dal flop. Deve convincere Spd, Verdi e tutti gli altri di essere libera, non ricattabile.

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