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01 Novembre 2026 - 16:02 Gabriele Fazio

Francesca Michielin – Magia bianca, magia nera

Dopo Magia Bianca Francesca Michielin esce con Magia Nera, in pratica l’altra faccia della stessa medaglia, necessaria per ricomporre il mondo che la polistrumentista e cantautrice di Bassano del Grappa ha scelto di raccontare. La stregoneria, bianca e nera, luminosa e oscura, utilizzata come metafora, efficacissima, non solo per la narrativa del mondo di oggi, ma proprio come indicazione, come modello di vita e parte della nostra spiritualità. All’interno Francesca Michielin propone anche uno stile di composizione preciso, spudoratamente anni ’80, molto dark, come nella scrittura, frutto di uno studio evidentemente serio e approfondito, anche questo un modo per farci esplorare un universo folk che lei riesce perfettamente a contestualizzare nella società di oggi. Un doppio album per un disegno, musicale e concettuale, assai preciso, che vibra di una nuova e faticosamente ottenuta libertà d’espressione, come se Francesca Michielin fosse riuscita a stiracchiare definitivamente il proprio talento offrendo un prodotto che ha un senso preciso al millimetro. I pezzi sono tutti ottimamente pensati, il disco si ascolta con piacere e segue una trama ben precisa che si va poi a spegnere ne’ Una spada nella roccia, unica ballad di questa seconda metà oscura di album e, forse, una delle migliori canzoni di un’artista che sa come si compone una migliore canzone. Non solo un ottimo lavoro, di più, un lavoro molto molto interessante, fuori dagli schemi triti e ritriti della musica di oggi. Brava.