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01 Novembre 2026 - 16:02 Gabriele Fazio

Kid Yugi – Anche gli eroi muoiono Post Mortem

Le voci che danno Kid Yugi come nuovo messia del rap all’italiana sono sensate, la differenza di spessore nella proposta rispetto al mappazzone di rapper da classifica (quello è il suo campionato) è oggettivamente netta. Certo, ancora non ha tirato fuori il disco rap che lo piazza un gradino più su, tra i giganti della scena. Per intenderci, non ha ancora composto il suo Mr. Simpatia, il suo Playlist, o una sua trilogia da punto e a capo della storia del genere in Italia. C’è da dire però che queste nuove tracce che vanno a chiudere il disco Anche gli eroi muoiono ci indicano abbastanza chiaramente che il ragazzo sta prendendo quella strada lì, che il ragazzo, pur rifiutando di considerarsi, appunto, un eroe del game, sta riuscendo a nobilitare l’approccio al rap trovando una zona grigia in cui una certa cupezza della narrativa non viene stretchata per un banale e vuoto ritorno di immagine, ma per restituire un’atmosfera ben precisa e, in questo senso, molto molto efficace. Kid Yugi non ti tira per le orecchie, con le sue storie ti avvolge; certo, in termini di scrittura c’è ancora da lavorare, le sue barre ancora non ci graffiano, non ci strizzano i sacrosanti in una morsa, non torcono le budella, non illuminano la giocata, ma sono nude, crude e potenti. Noi consigliamo vivamente l’ascolto in particolare di tre dei nuovi cinque pezzi proposti: Puglia Crime (molto d’impatto), Il mio posto nel mondo (in cui cava poesia perfino da Guè) e, soprattutto, Sentire la musica, secondo noi uno dei suoi brani migliori finora.