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Il caso dei falsi allarmi nucleari in Ucraina e Russia: cosa è successo nella notte della fine della tregua di Oleshky

02 Novembre 2026 - 14:00 Costanza Saporito
Attacchi hacker alle app di emergenza ucraine e russe nella notte tra l'1 e il 2 novembre
Nella notte tra l'1 e il 2 novembre attacchi hacker hanno colpito le app di emergenza ucraine e russe diramando avvisi relativi a minacce chimiche e nucleari. Kiev accusa la Russia, ma la dinamica resta oscura
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Nella notte in cui è scaduta la tregua umanitaria di Oleshky, durata sei giorni – la più lunga dall’inizio del conflitto – attacchi hacker hanno colpito le app di emergenza ucraine e russe. A distanza di poche ore cittadini di entrambi i paesi hanno ricevuto sul proprio telefono notifiche relative a imminenti pericoli radioattivi, minacce chimiche e testate nucleari in arrivo. I responsabili degli attacchi informatici ravvicinati non sono stati individuati e, come riporta il Corriere della Sera, non è ancora chiaro se le due incursioni siano collegate né se abbiano a che fare con la fine della tregua.

Il primo allarme a Kiev

A Kiev l’app Air Alert ha diramato il primo allarme alle 22.47 di domenica 1 novembre, ora locale, segnalando minacce radiologiche e chimiche e combattimenti nelle strade della capitale. Un avviso, come riporta Reuters, sosteneva che la Russia avesse lanciato un missile ipersonico Oreshnik, in grado di trasportare una testata nucleare, e che in tutta l’Ucraina fosse stato dichiarato l’allarme nucleare. Poco dopo è intervenuta l’Aeronautica militare, che su Telegram ha smentito il pericolo radioattivo, affermando che il sistema di allerta era stato «oggetto di un’interferenza nemica». Il servizio è quindi stato temporaneamente sospeso per permettere agli sviluppatori di ripristinarlo.

Gli attacchi hacker alle app di emergenza russe

Poche ore dopo è stato il turno di Mosca. Il ministero per le Situazioni di emergenza ha denunciato un attacco hacker alla propria app, dopo che gli utenti avevano ricevuto falsi avvisi sul lancio di testate nucleari, accompagnati dal consiglio di fare scorta di cibo per tre settimane e di rifugiarsi nelle cantine. Atesh, un gruppo di hacker filoucraino, ha pubblicato all’alba di lunedì sul suo canale Telegram uno screenshot del messaggio di allerta, accompagnato dalla scritta: «L’app del ministero per le Situazioni di emergenza è stata hackerata!».

Per gli attacchi alla propria app Kiev accusa Mosca

Per l’attacco ai propri sistemi di emergenza, Kiev ha accusato Mosca, sottolineando che gli avvisi fossero stati diffusi in lingua russa, mentre per legge tutte le comunicazioni ufficiali devono essere in ucraino. L’attribuzione resta però priva di verifiche indipendenti. Con la scadenza della tregua umanitaria di Oleshky, mediata da Papa Leone XIV e dalla first lady statunitense Melania Trump, cresce intanto l’attesa per la ripresa dei colloqui trilaterali di novembre, mentre Mosca e Kiev danno letture diverse della tregua: un precedente da allargare per Kiev, un episodio destinato a rimanere circoscritto per Mosca.