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Garlasco, chi è Fabio Napoleone: il procuratore capo di Pavia che ha chiesto il processo per Sempio

03 Novembre 2026 - 20:32 Costanza Saporito
Chi è Fabio Napoleone, il procuratore di Pavia che ha chiesto il rinvio a giudizio per Sempio
Da quando il caso è stato riaperto, il capo della procura di Pavia non ha mai concesso un'intervista e ha mantenuto un'estrema riservatezza. Nel maggio 2025 ha incontrato personalmente Alberto Stasi, al quale avrebbe dichiarato: «Siamo convinti che non sia stato lei a uccidere Chiara Poggi»
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È stato definito il procuratore più «ricercato» d’Italia, Fabio Napoleone, il capo della procura di Pavia, che nelle scorse ore ha formalmente chiesto il rinvio a giudizio per Andrea Sempio con l’accusa di «omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti» per la morte di Chiara Poggi. Da quando, nel 2025, è emersa la riapertura del caso di Garlasco, Napoleone, prossimo ai 70 anni e alla pensione, è finito nel mirino mediatico, «braccato» da giornalisti, opinionisti, youtuber e troupe televisive, desiderosi di carpire qualche sua dichiarazione. Nessuno, però, è mai riuscito ad avvicinarlo. Il magistrato che si occupa del caso di cronaca più televisivo degli ultimi anni ha sempre scelto di non esporsi pubblicamente, neppure per rispondere ad accuse e provocazioni. Come quelle dell’avvocato del suo ex collega, e allora indagato, Mario Venditti, che ha definito la procura di cui il magistrato è a capo «al servizio di un condannato». O le insinuazioni sulla sua vita privata. Rari anche i comunicati stampa, a cui ha scelto di ricorrere solo quando necessario, e in ogni caso sempre brevi e misurati.

Chi è Fabio Napoleone

Barese di nascita, figlio di genitori di Ortona (Chieti), a capo di una squadra formata dall’aggiunto Stefano Civardi e dalle pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza, Napoleone è stato descritto da chi lo conosce bene come «il più lucido, anche nei momenti meno facili». «È come se tutto, nella sua testa, avesse un posto in una strategia definita e precisa», hanno dichiarato coloro che gli sono stati accanto in questi mesi, nell’indagine più delicata della sua carriera. Anche la scelta di affidarsi ai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, reparto con una lunga tradizione di omicidi risolti, gli è valsa numerose critiche: gli investigatori dell’Arma e i loro comandanti sono stati accusati in diretta tv di essere «la polizia giudiziaria degli avvocati di Stasi».

L’incontro con Alberto Stasi

A maggio 2025 aveva deciso di sentire personalmente Alberto Stasi, condannato in via definitiva per il delitto di Garlasco: «Noi siamo convinti che non sia stato lei a uccidere Chiara Poggi», gli aveva detto. Nella nota riepilogativa di maggio che racchiude tutte le accuse contro Andrea Sempio, l’aggiunto Stefano Civardi ha spiegato: «Il pm è consapevole del valore della certezza e stabilità del giudicato, fondamentale per ogni ordinamento, ma è altrettanto consapevole dell’esigenza, di altissimo valore etico e sociale, di assicurare, senza limiti di tempo e anche quando la pena sia stata espiata o sia estinta, la tutela dell’innocente».

Foto copertina: ANSA / PAOLO TORRES | Il Procuratore della Repubblica di Pavia, Fabio Napoleone, Pavia, 29 settembre 2026

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