Garlasco, la revisione per Stasi e l’inchiesta sui Ris
I legali di Alberto Stasi sono pronti a presentare la richiesta di revisione della sentenza per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. L’obiettivo, per il fidanzato della vittima dichiarato colpevole il 12 dicembre 2015, è quello di vedersi proclamare innocente dalla Corte d’Appello di Brescia. Intanto secondo La Stampa la procura di Pavia indaga anche sui Ris. E mentre l’ex generale Luciano Garofano, che nel 2007 guidava il Ris , continua a difendere l’operato suo e dei suoi uomini, i dubbi si concentrano su diversi elementi fondamentali che, per l’accusa, non sarebbero mai stati portati a conoscenza neppure della pm Rosa Muscio.
La revisione
«Sui tempi, per ora, anche per la delicatezza della fase non si possono e non si vogliono dare indicazioni ma si può solo dire che ci saranno aggiornamenti tra non molto», fanno sapere a Repubblica gli avvocati Giada Boccellari e Antonio De Rensis. Anche la procuratrice generale presso la Corte d’Appello di Milano Francesca Nanni sta preparando una revisione. Il processo partirà a prescindere dai tempi del rinvio a giudizio di Andrea Sempio. Stasi, 43enne, è oggi in regime di affidamento in prova, uscito definitivamente dalla sua cella a Bollate, con un lavoro fisso da contabile in centro a Milano.
I Ris
Poi c’è l’indagine sui Ris. Dal sopralluogo nella villetta di via Pascoli fino all’assenza di Dna di Chiara sulla bici di Stasi mai comunicata, passando per la coincidenza di risultati proprio tra quel Dna e quello trovato sul cucchiaino in casa: sono tanti gli elementi che chiamano in causa i carabinieri e il loro capo di allora, il generale Luciano Garofano. E c’è anche l’inchiesta sulla corruzione. Il nome di Sempio senior è rimasto l’unico negli atti trasmessi a Pavia. Nelle prossime settimane l’elenco potrebbe allungarsi.
Sempio
La richiesta di rinvio a giudizio di Sempio, nell’ottica della difesa, «segna un passaggio decisivo di un’indagine seria e penetrante, effettuata per la prima volta dalla procura di Pavia a 19 anni dall’omicidio, nonché l’unico epilogo possibile a fronte del grave quadro investigativo emerso» che riscrive «totalmente la storia dell’omicidio di Garlasco». I difensori auspicano che «l’unico atteggiamento possibile» nei confronti di Stasi «sia ora quello di una rispettosa attesa del giudizio di revisione». Sui tempi, chiariscono che «per ora non si possono e non si vogliono dare indicazioni, ma che ci saranno aggiornamenti a breve».

