Tunnel del Brennero, un altro operaio morto sul lavoro. Il sesto incidente dall’inizio dei lavori
Un altro operaio morto sul lavoro nel cantiere del Tunnel del Brennero, il sesto da quando sono iniziati gli interventi per la realizzazione del tunnel ferroviario sotto le Alpi nel 2007. La vittima lavorava alla realizzazione della Galleria di Base del Brennero, il collegamento sotterraneo di 55 chilometri tra Fortezza e Innsbruck, destinato a diventare il più lungo al mondo. Il 48enne è morto alla clinica universitaria di Innsbruck dopo le ferite riportate nell’incidente di lunedì a Steinach am Brenner, in Tirolo, sul versante austriaco. Secondo le prime ricostruzioni della polizia austriaca, una pila di elementi prefabbricati in cemento avrebbe travolto l’uomo. I colleghi lo hanno liberato con un carrello elevatore, ma le lesioni riportate si sono rivelate fatali.
Il sindacato: «Turni di 12 ore al giorno»
Dopo l’ennesima morte, i sindacati tornano a denunciare le dure condizioni di lavoro. «Non si può parlare di tragica fatalità quando all’interno dei tunnel nel settore austriaco si continuano a registrare turni logoranti che arrivano fino a dodici ore al giorno. La stanchezza e il calo di attenzione in contesti così complessi come lo scavo sotterraneo sono fattori di rischio letali» ha affermato Marco Nardini, il segretario generale della Fillea/Cgil dell’Alto Adige, chiedendo la tutela della salute dei lavoratori. Nello specifico, il sindacato esorta che anche sul versante austriaco, dove sono avvenuti tutti gli incidenti mortali, vengano applicati turni di lavoro di otto ore.
«Mentre sul versante italiano lo stretto controllo della filiera e il presidio costante sui subappalti hanno azzerato gli incidenti fatali, in Austria assistiamo a una gestione improntata a ritmi insostenibili, dove il sindacato fatica persino ad avere accesso diretto ai lavoratori. I numeri parlano chiaro: sei morti nel cantiere in Tirolo negli ultimi quattro anni», conclude il segretario. «Queste grandi opere che collegano più Paesi devono avere una linea politico – sindacale unica. Si vuole unire l’Europa con ferrovie e strade ma con regole diverse. Alla fine gli operai muoiono per costruire un futuro che non vedranno mai», conclude in una nota il segretario della Fillea.

