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Cos’è la rabdomiolisi, la sindrome che ha ucciso la 24enne morta durante la maratona di New York

05 Novembre 2026 - 16:27 Michela De Marchi Giusto
La 24enne è morta per rabdomiolisi
Si tratta di una rara complicazione legata allo sforzo fisico, che porta al danneggiamento delle cellule dei muscoli scheletrici e al rilascio di sostanze tossiche nel sangue. Da cosa può essere causata
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Aveva 24 anni e stava terminando la sua prima maratona a New York, quando Rachel Apa è crollata a terra poco prima di tagliare il traguardo, vicino a Central Park. Nonostante l’immediato soccorso, non è stato possibile salvare la ragazza, che è morta a causa una rara complicazione legata allo sforzo fisico chiamata rabdomiolisi. Come ha riferito il padre al New York Times, si tratta di una condizione letale che danneggia i muscoli, portando alla loro rottura e al rilascio di sostanze tossiche per l’organismo. Colpisce circa 26mila persone all’anno negli Stati Uniti con forme meno acute, curabili con una rapida reidratazione, o più gravi, che portano complicazioni cardiache e poi alla morte.

Chi era la 24enne Rachel Apa

Rachel Apa, originaria di Lewisberry in Pennsylvania, aveva terminato gli studi, lavorava come product manager per un’azienda manifatturiera e si definiva una sportiva. Rachel, infatti, era giocatrice di hockey su prato alla Bucknell University e negli scorsi mesi si era preparata per correre la sua prima maratona a New York, domenica 1° novembre. Una partecipazione dettata anche dalla volontà di raccogliere fondi per la Parkinson’s Foundation, malattia che aveva portato alla scomparsa del nonno che per Rachel era un modello di riferimento e le aveva insegnato «a rimanere attiva, a superare i miei limiti e ad affrontare le sfide, alimentando il mio amore per lo sport e il movimento», aveva detto la 24enne prima della gara.

Cos’è successo a Rachel durante la maratona di New York

Come spiegato dal padre a Usa Today, la ragazza si era preparata in modo adeguato alla maratona e poco prima dell’inizio gli aveva inviato un messaggio scrivendo: «Non mi sono mai sentita meglio. Devo aver fatto la dose di carboidrati nel modo giusto per la prima volta». Rachel aveva iniziato a correre, ma al miglio 24, vicino a Central Park, è crollata a terra. Alcuni medici presenti tra il pubblico l’hanno subito aiutata, praticando la rianimazione cardiopolmonare prima dell’arrivo del personale sanitario, che ha invece usato il defibrillatore. Ogni tentativo è stato vano e Rachel è stata portato con urgenza all’ospedale Mount Sinai Medical Centel, dove è morta qualche ora dopo.

Cos’è la rabdomiolisi

Stando a quanto spiegato dai medici, e riportato dal padre al New York Times, Rachel è morta di rabdomiolisi. Una condizione rara e letale che porta al danneggiamento delle cellule dei muscoli scheletrici, che si disgregano e liberano nel sangue sostanze contenute nelle fibre muscolari. Queste intossicano l’organismo, mettendo sotto stress i reni e arrivando anche a provocare un’insufficienza renale acuta. La rabdomiolisi può essere causata da uno sforzo fisico lungo e intenso, un trauma come lo schiacciamento muscolare, infezioni o farmaci e si manifesta con dolore muscolare, rigidità, gonfiore e urine molto scure.

Come può essere curata la rabdomiolisi

Negli Stati Uniti sono circa 26mila i casi ogni anno, come riporta la Cleveland Clinic. Ma la gravità della condizione non è sempre uguale. Ci sono forme molto lievi che possono essere curate con una rapida reidratazione in endovena, che permette all’organismo di eliminare le sostanze rilasciate dai muscoli. Mentre altri casi richiedono un intervento urgente a causa dell’alterazione degli elettroliti e della presenza di un danno renale acuto. Queste condizioni, infatti, possono portare a complicazioni cardiache e, senza gli opportuni interventi, alla morte.

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