«Non respira, chiamate un medico»: il racconto dei testimoni sul tifoso della Roma immobilizzato a Manchester durante il match di Champions
«Ahi, ahi! Aiuto, aiuto!». Le urla arrivano dal corridoio dei bagni dello stadio di Old Trafford. Una tifosa della Roma, arrivata a Manchester per la sfida di Champions League contro lo United, sente prima dei colpi, poi la voce di un ragazzo che chiede aiuto. Si spaventa, esita qualche secondo, infine apre la porta. Davanti a lei c’è un giovane disteso a terra, circondato da quattro o cinque steward. Ha la testa girata su un fianco, la lingua fuori dalla bocca e i pantaloni abbassati. «Mi si è gelato il sangue nelle vene», racconta la donna in una testimonianza pubblicata sulla pagina Facebook dell’avvocato e tifoso romanista Lorenzo Contucci.
È uno dei momenti più drammatici della serata del 3 novembre, segnata dalle tensioni tra i tifosi giallorossi e le forze dell’ordine inglesi. Nel finale della partita, durante la rimonta del Manchester United, numerosi steward inglesi sarebbero entrati nel settore ospiti. Un sostenitore della Roma sarebbe stato immobilizzato a terra, fino a perdere conoscenza. A raccontarlo sono diversi tifosi presenti allo stadio.
Il ragazzo immobilizzato e le grida dei tifosi: «Lo stavano per ammazzare»
F., un altro sostenitore della Roma, sostiene di aver assistito alla scena fin dall’inizio. «Con un amico ci siamo incontrati all’uscita del settore ospiti nel momento esatto in cui il ragazzo è stato preso», scrive a Contucci. Secondo il suo racconto, il giovane sarebbe stato scaraventato a terra da sei uomini, identificati come agenti delle forze dell’ordine inglesi. «Due lo bloccavano per il busto mettendogli un ginocchio all’altezza della scatola toracica e un ginocchio all’altezza del bacino, uno lo ammanettava, uno bloccava le gambe con tutto il peso corporeo». Un altro gli avrebbe tenuto ferma la testa, tirandola ripetutamente, mentre il sesto avrebbe impedito ai presenti di avvicinarsi.Il ragazzo avrebbe cominciato a lamentarsi perché non riusciva a respirare. Gli uomini, però, avrebbero continuato a tenerlo fermo. «Il ragazzo ha iniziato ad avere i primi segni di convulsioni, poi sempre più evidenti. Abbiamo provato in ogni modo a spiegare a loro che lo stavano per ammazzare», sostiene.
Il racconto combacia con quanto descritto dalla tifosa. La donna aveva lasciato il settore ospiti, chiedendo a uno steward il permesso di raggiungere i bagni. Dopo un primo rifiuto, un secondo addetto l’aveva lasciata entrare. Si trovava ancora all’interno quando ha sentito le urla. «Io vedevo perfettamente tutta la scena, perché tra me e loro non c’era nessuno. Il corridoio era strettissimo, neanche due metri», racconta. Il giovane è a terra, gli agenti continuano a trattenerlo. Lei si avvicina, prende uno degli addetti per un braccio e gli grida in inglese: «Don’t you see? He’s not breathing! You have to call a doctor!». Anche gli altri tifosi cominciano a chiedere aiuto. «Continuavano a trattarlo come una persona da arrestare, mentre lui aveva perso i sensi», sostiene la donna. «Ho avuto la netta impressione che non si rendessero conto delle condizioni in cui si trovava quel ragazzo. Secondo me, soltanto a quel punto qualcuno di loro ha cominciato a spaventarsi».
Nel finale della partita ci sono state tensioni tra le forze dell’ordine inglesi e i tifosi della Roma. Questo video, che ci è stato mandato da un tifoso, ritrae un altro sostenitore a terra immobilizzato dalle forze dell’ordine impegnate in un intervento che tutti hanno definito sproporzionato rispetto al momento. Il tifoso a seguito dell’intervento ha avuto bisogno di immediate cure mediche per un malore che aveva fatto temere il peggio. Speriamo che possa aiutare a fare chiarezza rispetto a ciò che è accaduto. #ASRoma #ManUtdRoma 🟨🟥
— Il Romanista (@ilRomanistaweb) November 3, 2026
Le richieste di soccorso e il trasferimento in ospedale
A vedere il giovane immobile, circondato dagli agenti, è anche G., un altro romanista che stava lasciando il settore ospiti. «Stavo scendendo le scale e sono stato spinto nella calca che si è venuta a creare perché i poliziotti minacciavano di caricare se qualcuno si fosse avvicinato a loro», racconta.
Intorno al ragazzo si radunano altri tifosi. Chiedono un medico, un’ambulanza, una barella. Secondo F., un agente arrivato poco dopo avrebbe cominciato a riprendere i presenti con una videocamera, ridendo alle loro richieste di soccorso. A intervenire sarebbero stati infine due sostenitori della Roma. «Vanno ringraziati due ragazzi tra i tifosi che prontamente si sono fatti avanti per soccorrerlo e fortunatamente sono riusciti a fare le prime manovre necessarie a fargli riprendere i sensi», scrive. Anche la prima testimone parla di un medico, tifoso romanista, al quale inizialmente sarebbe stato impedito di avvicinarsi.
Sul posto sarebbero arrivati anche alcuni dipendenti della Roma, che secondo i presenti avrebbero tentato di parlare con gli agenti. Il giovane è stato poi trasferito in ospedale. Contucci riferisce che adesso sta bene ed è rientrato in Italia.
Le altre denunce: «Sono caduto a terra, mi hanno calpestato»
Quella del ragazzo immobilizzato non è l’unica scena denunciata dai tifosi della Roma. Dopo il fischio finale, nel settore ospiti si sarebbero verificate alcune scaramucce con i sostenitori del Manchester United, seguite dall’intervento della polizia inglese. Un romanista racconta di essersi trovato nella parte bassa della tribuna quando gli agenti hanno cominciato ad avanzare. «Nonostante fossi con le mani alzate e senza nessuna intenzione violenta, sono stato spintonato in maniera veemente», scrive. «Sono caduto a terra, battendo la schiena, calpestato, e sono finito in mezzo ai poliziotti che avanzavano e i romanisti che cercavano di difendersi». A tirarlo fuori dalla calca sarebbe stato un altro tifoso, che lo ha afferrato per la giacca e trascinato indietro.
Le tensioni, secondo i racconti, erano cominciate già prima dell’ inizio della partita. Il corteo dei romanisti verso Old Trafford avrebbe impiegato circa un’ora e un quarto per raggiungere lo stadio. G. racconta che, durante il tragitto, alcuni agenti avrebbero estratto i manganelli e spinto i cavalli vicino ai tifosi. Alle richieste di spiegazioni, sostiene, i poliziotti avrebbero risposto soltanto «fuck off» e «keep moving».
Poi l’attesa ai tornelli. Un’ora e mezza, secondo G. Centinaia di persone costrette ad aspettare davanti agli ingressi, mentre il personale di sicurezza faceva passare pochi sostenitori alla volta. «Ci hanno fatto aspettare un’altra ora e 15 creando degli assembramenti davvero pericolosi», denuncia uno dei romanisti. Secondo G., il rallentamento sarebbe dipeso anche dalla necessità di far transitare nello stesso punto i sostenitori delle due squadre, alternandone il passaggio. Ma è quanto accaduto dopo la partita a essere rimasto impresso nei ricordi dei tifosi. «È una scena che faticheremo a toglierci dalla mente», scrive F., tornando al ragazzo immobilizzato. «Senza l’intervento dei due nostri tifosi non so come sarebbe finita».

