Altieri fa un passo indietro: «Ritiro la mia disponibilità per la presidenza Anac». Cronaca di una giornata di caos e polemiche
«Pur possedendo i requisiti e le competenze necessari per ricoprire l’incarico, dopo essermi confrontato con il presidente Meloni e i vicepresidenti Salvini e Tajani, ho deciso, per ragioni di opportunità politica, istituzionale e personale di ritirare la mia disponibilità». Lo annuncia in una nota Nuccio Altieri, all’indomani del Cdm che ha avviato la procedura per la sua nomina a presidente dell’Anac. «Ringrazio il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i vicepresidenti Matteo Salvini e Antonio Tajani per la fiducia dimostrata nei miei confronti con la designazione alla presidenza dell’Autorità nazionale anticorruzione. Sono dispiaciuto – spiega – per gli attacchi mediatici e le polemiche che hanno accompagnato questa scelta, nonostante il mio percorso professionale e l’esperienza maturata in importanti realtà istituzionali e industriali».
Le polemiche
La designazione di Trifone «Nuccio» Altieri alla guida dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) aveva acceso un duro confronto tra maggioranza e minoranze. Le forze di opposizione (Pd, M5S, AvS, Italia Viva, +Europa e Azione) hanno inviato una lettera congiunta alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiederle il ritiro formale della nomina avviata dal Consiglio dei ministri, preannunciando un netto voto contrario nelle commissioni parlamentari competenti, dove per il via libera è richiesta la maggioranza qualificata dei due terzi.
Il cavillo dei precedenti incarichi di Altieri
Nel mirino dei partiti di minoranza ci sono i rigidi criteri di terzietà previsti dal decreto legislativo 150/2009, che vieta la nomina al vertice dell’ente a chi ha rivestito cariche politiche nei tre anni precedenti o presenta conflitti di interessi. Giuseppe Conte ha definito la scelta «grave», mentre Angelo Bonelli ha sollevato un nodo ulteriore legato ai ruoli manageriali di Altieri: «Presiede Fincantieri Infrastrutture, una realtà che vive di appalti pubblici. Non può esserci sovrapposizione tra controllore e controllato».
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La difesa di Meloni
Da Palazzo Chigi la premier Meloni non arretra, rivendicando la piena legittimità dell’atto («Era nelle nostre competenze farlo»), affiancata da Matteo Salvini che si dice certo della regolarità delle procedure. Di fronte alle contestazioni sul ruolo di responsabile del dipartimento Difesa della Lega attribuito ad Altieri a settembre 2024, il Carroccio ha chiarito che l’incarico non è mai stato assunto: l’interessato manifestò subito l’indisponibilità per via del suo posto nel Cda di Leonardo, portando l’allora coordinatore Armando Siri a revocare la delibera con lettera formale pochi giorni dopo la nomina.
La replica del governo: «Nessuna incompatibilità, opposizioni informate senza obiezioni»
L’esecutivo difende la designazione di Trifone Altieri alla presidenza dell’Anac, confermando che la delibera di proposta è arrivata dopo un’attenta verifica preventiva che ha escluso qualsiasi profilo di incompatibilità. Da Palazzo Chigi si precisa inoltre come i due principali partiti di opposizione fossero stati informati per le vie brevi prima dell’avvio della procedura formale, senza che in quella sede fosse stata sollevata alcuna obiezione o riserva.

