«Se mi insulti ti taglio la gola», le urla alla moglie che si barrica in cucina: la porta sfondata e le mani al collo davanti ai figli piccoli
Ha scardinato una porta a spallate per poi aggredire la moglie stringendole le mani attorno alla gola, sotto gli occhi dei due figli minori. L’aggressione è avvenuta nei giorni scorsi in provincia di Reggio Emilia, dopo una violenta lite per la gestione della casa tra gli ex coniugi. L’uomo, 51 anni, ha prima insultato la donna definendola «incapace e inutile». Poi l’ha minacciata: «Se mi insulti ti taglio la gola, poi sarò io a chiamare i carabinieri!» e ancora «vai fuori di casa, ti uccido!». La donna si è chiusa in cucina con la madre, ma il marito si è scagliato contro la porta fino a sfondarla ed è entrato. Ha afferrato la moglie per la nuca, l’ha scaraventata sul divano e le ha stretto entrambe le mani intorno al collo. La suocera è riuscita a frapporsi tra i due, mentre i bambini assistevano alla scena. Subito dopo l’uomo si è allontanato, portando con sé i figli per un breve periodo.
L’allarme al 112 ha fatto arrivare sul posto i carabinieri, che hanno trovato la donna ferita e la porta fuori dai cardini. All’ospedale di Reggio Emilia le è stato diagnosticato un politrauma contusivo con lesioni alla zona scapolare e al braccio sinistro, giudicato guaribile in 5 giorni. La donna, i due figli e l’anziana madre sono stati trasferiti in una struttura protetta a indirizzo riservato. Il giorno dopo la donna ha formalizzato la denuncia-querela nella caserma di Quattro Castella.
Le indagini dei carabinieri della stazione di Quattro Castella si sono basate sulle testimonianze dei familiari presenti, sui riscontri sanitari e sui rilievi fotografici fatti sulla scena. Secondo gli investigatori, il quadro è quello di condotte persecutorie e lesive, con una costante sopraffazione psicologica ed emotiva nei confronti della donna. Il gip di Reggio Emilia ha disposto l’allontanamento immediato dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla vittima, con una distanza minima di 1.000 metri dall’abitazione e dai luoghi che la donna frequenta abitualmente. Senza un’autorizzazione specifica del magistrato non può accedervi, e il rispetto del provvedimento è controllato con il braccialetto elettronico. All’uomo vengono contestati lesioni personali aggravate, commesse in presenza di minori e ai danni del coniuge, e minaccia grave.

