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Matri e la paura «di avere la sclerosi multipla». La confessione sulla depressione e la svolta: quando ha iniziato a stare male

08 Novembre 2026 - 09:44 Giulia Norvegno
Alessandro Matri
L'ex attaccante di Juve e Milan racconta il suo calvario nel tentare di affrontare i primi problemi di salute mentale. La difficoltà di parlarne nello spogliatoio e l'aiuto della moglie Federica Nargi: «Mi chiudevo in casa, vivevo il fallimento come un lutto»
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Il passo decisivo per Alessandro Matri è stato parlare della sua salute mentale in crisi con la famiglia. L’ex attaccante, 42 anni e concorrente di Ballando con le Stelle in coppia con Giada Lini, ha raccontato la sua storia durante l’ultima puntata andata in onda su Rai1. Matri Ha spiegato di aver trovato la forza di confidarsi con la moglie Federica Nargi e con i genitori: «Ho avuto la prontezza e il coraggio di dire a Federica e ai miei genitori che avevo paura di avere qualcosa. Mi sentivo accudito e protetto, sono andato in analisi e sono stato sempre meglio». Sul percorso ha aggiunto: «Ora convivo con le mie paure».

Cosa è successo dopo l’esperienza al Milan

Il periodo più difficile coincide con la stagione 2013/14 al Milan, subito dopo gli anni alla Juventus. Matri ga chiuso la carriera con oltre 300 partite e 92 gol in Serie A, con maglie come Milan, Juventus, Lazio e Fiorentina, più sette presenze in Nazionale. Quando iniziò l’esperienza in rossonero, lui ricorda: «Ho iniziato a vivere male, mi chiudevo in casa la sera. Ho vissuto il fallimento in rossonero come un lutto, mi sentivo un peso. È iniziato il mio calvario calcistico, ho perso autostima e fiducia. Sono diventato vulnerabile, sono caduto in un percorso di depressione da ipocondria. Pensavo di avere la Sla, pensavo di avere la sclerosi multipla».

Perché nel calcio è difficile parlare delle proprie paure

Secondo Matri, nello spogliatoio resta complicato esporsi: «Un calciatore pensa di essere un supereroe, ha paura a parlare di queste cose con l’allenatore, i compagni o il presidente. In questo modo, uno si tiene tutte le paure». Lui, invece, ha scelto di non tenerle per sé e di affidarsi a un percorso di analisi. Oggi le paure non sono sparite del tutto: «Ho ancora piccole paure, faccio esami ogni 6 mesi. Convivo con questo, ma meglio». A distoglierlo dal problema è stata la nascita delle figlie: «La nascita delle mie figlie mi ha distolto dal problema».