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Cracovia, l’incubo degli studenti dei Castelli Romani. La mamma di uno dei ragazzi: «Quando ho chiamato mio figlio sentivo gli spari»

08 Novembre 2026 - 11:56 Stefania Carboni
cracovia studenti
Il racconto dei genitori a Il Messaggero. La scolaresca si trovava sul luogo dell'attentato. Si è riparata dentro l'Hard Rock Cafè e poi è stata scortata fino all'hotel. Atteso il ritorno del gruppo in Italia nelle prossime ore
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Si sono salvati rimanendo all’interno di un locale gli studenti del liceo “Ugo Foscolo” di Albano Laziale, proprio mentre l’attentatore di Cracovia sparava a due passi da loro, uccidendo sei persone nella centralissima Piazza del Mercato (Rynek Główny). La scolaresca si trovava in gita. Ragazzi e insegnanti sono tutti salvi e oggi il Messaggero raccoglie le voci dei genitori che dall’Italia hanno vissuto quei drammatici momenti.

Gli spari, la chiamata interrotta e poi il messaggio: «Stiamo tutti bene»

C’è una mamma di uno studente della 4F, per esempio, che stava conversando con suo figlio quando all’improvviso ha «sentito gli spari». Con lui altri 32 compagni e tre accompagnatori. Quando la chiamata si è interrotta è scattato il panico tra i genitori dell’istituto in zona Castelli, alle porte di Roma. Per diverse ore le famiglie non sono riuscite a mettersi in contatto con il gruppo. Poi, precisa il quotidiano, un messaggio, che ha tranquillizzato tutti. Uno studente della 4F riesce a raggiungere una sua amica e compagna fin dai tempi delle elementari e le invia poche parole su WhatsApp: «Stiamo tutti bene». Messaggio che è poi girato nella chat comune creata in occasione degli scioperi organizzati a scuola circa un mese fa.

Come si sono salvati i ragazzi di Albano Laziale

Dario Buccilli, papà di una studentessa della IVB, ha raccontato a Il Messaggero: «I ragazzi sono tutti sotto shock, abbiamo saputo che sono rientrati in albergo da mia figlia. Ci ha chiamato intorno alle 15, dall’Hard Rock proprio sulla piazza, dove si trovava insieme ad altri compagni. Ha sentito i colpi e ha visto gente scappare in preda al panico e che cercava di entrare nel locale per ripararsi». Da lì la decisione di rimanere dentro l’Hard Rock Cafè, salendo ai piani superiori, mentre i gestori chiudevano il negozio. Sono rimasti lì fino alle 18.30. Ma l’incubo non era subito finito. Secondo la ricostruzione del quotidiano il gruppo è stato fatto scendere nei seminterrati, nelle cucine, e fatto sdraiare a terra perché sembrava ci fosse il pericolo di un secondo attacco. La scolaresca dovrebbe rientrare in giornata in Italia, tramite un autobus. Per recuperarli dall’Hard Rock è stata attivata una sorveglianza armata, che li ha scortati fino all’interno della hall di un albergo. Poi, tramite l’ambasciata, sono stati accompagnati nel loro hotel.