La “taglia” degli hacker russi su Tajani, Lo Voi, Gabrielli e il sindaco di Aviano. Come funziona il tribunale di NoName contro i «nemici di Mosca»
Il collettivo filorusso NoName057(16), ritenuto legato al Gru, il servizio segreto militare di Mosca, ha pubblicato sul darkweb una sorta di taglia sui dati sensibili di 18 persone considerate ostili alla Federazione Russa. Come ha segnalato per primo il Giornale, gli hacker offrono denaro a chi fornisce informazioni personali sui bersagli. Tra gli obiettivi italiani ci sono il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il procuratore di Roma Francesco Lo Voi e il capo della Polizia Postale Ivano Gabrielli. Il quarto nome è Paolo Tassan-Zanin, sindaco di Aviano, la città che ospita la base aerea Nato/Usaf. Le informazioni, scrivono Paolo Diomalia e Vincenzo Bisbiglia sul Fatto, sono online da qualche settimana ma finora neanche le autorità italiane sarebbero state in grado di neutralizzare il messaggio.
Come funziona il «Tribunale» di NoName sul darkweb
La lista è ospitata in una sezione del sito di NoName chiamata «Tribunale per coloro che meritano un verdetto pubblico». Ivan Cimarrusti sul Sole 24 Ore spiega che la pagina chiede informazioni sui «cittadini ostili alla Federazione Russa» e che la richiesta è a pagamento. Ogni bersaglio ha una scheda con email, numeri fissi e cellulari, indirizzi Telegram e profili social. Il Fatto aggiunge che ci sono anche i numeri privati, gli indirizzi delle abitazioni e un curriculum, e che nelle richieste rientrano password e dati dei familiari. Per consultare la pagina serve il browser Tor, e il link è stato diffuso sul canale Telegram del gruppo, dove c’è anche una schermata per inviare le informazioni. Il meccanismo ha due livelli: NoName paga per raccogliere nuovi dati e allo stesso tempo diffonde quelli già ottenuti.
Chi c’è nella lista dei 18 obiettivi
Di Tajani, Lo Voi e Gabrielli risultano già esposti numeri di telefono, email e contatti Telegram ancora in uso, riferisce Il Sole 24 Ore. Lo Voi, che in passato ha condotto indagini antimafia a Palermo, guida la Procura che lavora sul collettivo ed è stato rappresentante italiano in Eurojust. Gabrielli è considerato tra i migliori investigatori europei del settore della cybersicurezza. L’elenco si allarga all’estero con Michael Schmid, presidente di Eurojust, Benjamin Krause, magistrato della procura di Francoforte, e Edvardas Šileris, direttore del centro europeo di Europol contro il cybercrimine. Il Fatto cita anche Holger Münch, a capo della polizia criminale tedesca. Completano la lista i giornalisti investigativi tedeschi Sergej Maier, Angelique Geray e Michael Alexander Martens.
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Quali rischi corrono i bersagli e cosa dicono le indagini
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo dopo un’informativa della Polizia. Fonti investigative citate dal quotidiano confermano il rischio che, una volta acquisite le informazioni, NoName possa entrare nella corrispondenza dei bersagli, email e chat. Lo spiega anche Andrea Saracino, docente di Cybersecurity alla Sant’Anna di Pisa: individuati gli accessi alla posta, gli account WhatsApp diventano raggiungibili resettando le password. Per Il Sole 24 Ore la schedatura è uno strumento di pressione e può alimentare nuove azioni cyber, perché fornisce a chi la consulta i recapiti dei bersagli. Su Tor, aggiunge Saracino, non si risale all’indirizzo della pagina né al gestore, mentre i computer che ospitano i contenuti si possono localizzare con indagini di social engineering.
La reazione di Tajani alle minacce degli hacker russi
«Non mi farò intimidire in nessun modo – scrive il ministro Tajani sui social – Continuerò a lavorare per difendere il mio ministero e l’Italia, rafforzerò sempre più i legami e la collaborazione con i nostri alleati per proteggerci insieme». Tajani collega l’attenzione nei suoi confronti alla posizione italiana sul conflitto: «La nostra posizione sull’Ucraina è la ragione politica per cui sono entrato nel mirino. Difendere la libertà di uno Stato sovrano, schierarsi in maniera limpida a favore di democrazia e indipendenza di una nazione per queste entità criminali è pericoloso».
November 7, 2026
Il titolare della Farnesina spiega che le richieste comparse sul dark web lo espongono a nuove minacce e intimidazioni: «Coinvolgono anche la mia famiglia, sono pronti a pagare per altri dettagli su di me e sui miei cari». Secondo Tajani, chi cerca informazioni si muove «anche in reazione alle attività che da mesi abbiamo messo in piedi per difendere la sicurezza informatica» del ministero. Il ministro ricorda di aver creato, dall’inizio dell’anno, una direzione cyber per proteggersi dalle incursioni di soggetti «spesso collegati in qualche modo a entità statali a noi ostili», e precisa: «Siamo operativi e siamo collegati ai nostri alleati». Il messaggio si chiude con queste parole: «La nostra scelta, la mia missione sono compiute: noi continueremo a difendere la nostra sicurezza, a difenderci dai criminali informatici. Con la convinzione che questo è il modo giusto per tutelare il popolo italiano e il nostro Paese».

