Allarmi bomba sugli aerei e i legami con gli hacker dei frigoriferi: «È solo l’inizio». Il gruppo Andropov e il rischio terrorismo sui viaggi per Natale
Cresce il sospetto che gli attacchi hacker ai frigoriferi dei supermercati, in mezza Europa Italia compresa, e i ripetuti allarmi bomba sugli aerei commerciali siano collegati. Nei fascicoli aperti dalle Procure, scrive Il Messaggero, non si esclude che ci siano collegamenti. Nell’ambito della guerra ibrida, alcuni attori stranieri potrebbero aver colto l’occasione per colpire più obiettivi a costo zero. Il Corriere della Sera aggiunge che la Procura nazionale antiterrorismo cerca eventuali correlazioni e che si ipotizza la presenza di chi voglia approfittare del caos nella grande distribuzione per danneggiare il trasporto aereo. Certezze però al momento non ce ne sono. Giorgia Meloni ha ammesso che questi attacchi «devono preoccupare», ma ha anche aggiunto che non è ancora possibile stabilire se l’attacco al plasma in Francia, i finti allarmi sugli aerei e quello ai generi alimentari siano collegati, ma che raccontano la stessa cosa: «sotto attacco sono le infrastrutture civili». Una fonte vicina al fascicolo, citata da La Repubblica, precisa che per ora «non ci sono elementi concreti», anche per ricondurre le azioni a gruppi filorussi.
Quanti voli sono stati colpiti dagli allarmi bomba in Europa
Su 26.709 voli in programma nei cieli europei in una sola giornata, secondo dati Eurocontrol, 18 sono stati coinvolti dalle segnalazioni. Una percentuale minima, ma nei giorni scorsi una sessantina di aerei è rimasta a terra in attesa di controlli, è stata deviata o scortata dai caccia. La Stampa segnala che le minacce sono arrivate anche con telefonate anonime. In Italia è stato coinvolto il Wizz Air Praga-Roma, con 198 persone tra passeggeri ed equipaggio, fatto atterrare a Venezia, evacuato e controllato senza esito. Un Ryanair operato da Malta Air, partito da Fiumicino per Lisbona, è stato isolato dopo l’atterraggio nella capitale portoghese, dove la segnalazione era arrivata alla polizia, e anche qui i controlli non hanno rilevato anomalie. Il commissario Ue ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas, dopo una visita a Eurocontrol, ha parlato di undici nuovi allarmi, assicurando che «l’operatività resta totale».
Chi ha firmato le minacce: Male State e Mikhail Andropov
Spesso la mail era la stessa, firmata dai «Combattenti dello Stato maschile», riferimento al movimento ultranazionalista e misogino russo Male State, fondato nel 2016, scrive il Corriere. Il fondatore Vladislav Pozdnyakov nega ogni coinvolgimento: il movimento «semplicemente non esiste più dal 2021». Una nuova mail, firmata Mikhail Andropov, è arrivata a emittenti e giornali di Irlanda, Gran Bretagna e Bulgaria e a 18 testate secondo il Financial Times. Dice che «questo è solo l’inizio» e annuncia un’altra ondata di attacchi: «faremo saltare in aria» aerei, navi da crociera, metropolitane e treni. Nel testo si sostiene di aver ottenuto l’accesso a dispositivi, server e account compromessi, di persone in Europa e fuori. E prendono di mira le autorità europee: «Sciocchi incompetenti, incapaci di fare alcunché per fermarci».
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Il nome richiama Yuri Andropov, ex segretario generale del Partito comunista sovietico, ma non è chiaro se sia un indizio su un coinvolgimento russo o un tentativo di sviare i sospetti verso Mosca. Sono state evacuate le sedi di Rté, Irish Independent, Mediahaus e Newstalk, mentre una mail con la stessa minaccia è arrivata alla tv bulgara Nova. L’attenzione su Dublino non è casuale: nei prossimi giorni sono attesi i vertici della Comunità politica europea e del Consiglio europeo, con circa 50 leader, tra cui Volodymyr Zelensky. Il premier irlandese Micheal Martin ha detto che «sembra probabile che siano frutto di un’azione coordinata».
Chi indaga sugli allarmi bomba e cosa è emerso finora
I fascicoli per procurato allarme, contro ignoti, sono aperti dalle Procure di Roma, Milano e Busto Arsizio, con Polaria, Polizia postale e Digos. Il coordinamento è della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo, con Giovanni Melillo e Antonello Ardituro. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha inviato informative sugli incidenti informatici e, secondo Repubblica, Melillo ha deciso di coordinare anche le indagini sull’attacco ai frigoriferi. Sono stati attivati i canali di cooperazione internazionale per risalire a server e indirizzi Ip, ed Europol è pronta a sostenere le autorità nazionali. Dai primi riscontri, scrive Il Messaggero, i messaggi sarebbero partiti da indirizzi compromessi o da servizi anonimizzati come Protonmail. Una delle mail arrivate a Fiumicino sarebbe riconducibile a un profilo intestato a una donna colombiana che lavora nell’amministrazione di un’azienda sanitaria di Bogotà. Nel mirino sono finite anche circa 280 scuole. Per Repubblica si tratta di swatting: bastano account trafugati o anonimizzati e connessioni private o cifrate, senza grandi risorse.
Le piste: guerra ibrida, gruppi russi e lupi solitari
Se la mano è russa, scrive Il Messaggero, la pista potrebbe portare al Centro principale per le tecnologie speciali del Gru. Gli attacchi ai supermercati sono stati rivendicati da NoName057(16) e Z-Pentest, che secondo il Corriere hanno annunciato con un video di essere pronti a colpire altri settori strategici. Mosca ha più volte smentito. Chi indaga non esclude però sigle e mani diverse, compresi lupi solitari che agiscono per emulazione. Un elemento ricorrente è l’orario delle segnalazioni, finora sempre tra le sei e le nove del mattino, che avvalora il sospetto di una matrice straniera. Analisti e investigatori, riferisce La Repubblica, sono sempre più inclini a leggere una strategia unica, portata avanti probabilmente da attori diversi e non in contrasto tra loro. Stefano Zanero, professore di Ingegneria informatica e Cybersecurity al Politecnico di Milano, in un’intervista a Open mette i due fenomeni nello stesso quadro: celle frigo manomesse e allarmi bomba non hanno, dice, «alcuna finalità economica» se non quella di «creare un danno materiale e seminare scompiglio». Per Zanero siamo davanti a una guerra ibrida e l’impatto dell’intelligenza artificiale sui cyberattacchi non lo stiamo ancora vivendo.
Cosa succede ora: vertice a Bruxelles e timori per i viaggi
A Bruxelles gli esperti di sicurezza dei 27 si riuniranno a breve per valutare le misure necessarie, ma la Commissione precisa che «tocca alle autorità nazionali procedere». Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha chiesto informazioni all’intelligence e avverte che, se gli allarmi andassero avanti altri giorni, «sarebbe problematico». Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares parla di «tentativo di aggressione ibrida e di guerra psicologica». Sul fronte dei viaggi, riferisce Repubblica, le compagnie (Ita, Ryanair, EasyJet, Neos, Wizz Air) e le agenzie non segnalano impennate di cancellazioni, solo «numeri fisiologici». L’ad di Ita Airways Joerg Eberhart dice che tra i passeggeri non si percepisce «nessuna paura». Il Codacons avverte invece che, se gli allarmi proseguissero, c’è il rischio concreto di rinunce a volare durante le feste, mentre il Gruppo Bluvacanze indica che il danno è sulle nuove prenotazioni.

