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08 Novembre 2026 - 09:21 Gabriele Fazio

Pierdavide Carone – Non passi

Davanti a canzoni di questo tipo bisogna procedere con i piedi di piombo, rispettando un dolore che, prima nota positiva del brano, suona assolutamente autentico. Tutti prima o dopo ci troviamo a fare i conti con un’assenza lacerante, un’assenza che toglie le parole anche a chi ci campa, che riporta con i piedi in una terra in cui non tutto è spiegabile, descrivibile, raccontabile. Mettersi in gioco su un tema del genere, quindi esponendo le proprie parole per inseguire l’irraggiungibile, una definizione di morte, memoria, assenza, dolore, che sia chiara, netta, è già assai coraggioso; ma soprattutto non può essere giudicato, criticato, perlomeno senza prima specificare che l’intensità di una parola, di un’opera, non rispecchia l’intensità del dolore in sé, altrimenti sarebbero solo i grandi autori a soffrire, cosa che sappiamo non risponde a verità. Per cui, Non passi non è un brano memorabile, non fa drizzare i peli, il testo non scova nuovi spunti per raccontare un tale dolore, ha una buona struttura e lui lo interpreta con il giusto trasporto, ma in mano alla fine resta pochino.