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Brilla Gianna Nannini, bravi i Pinguini, che spasso Rocco Hunt e Clementino. Strazio natalizio: Il Volo – Le recensioni

08 Novembre 2026 - 09:21 Gabriele Fazio

Rocco Hunt e Clementino – The Album

L’attesissimo joint album di Clementino e Rocco Hunt non poteva che intitolarsi The Album. Netto. Definitivo. Perché celebra un’unione artistica e personale di lunga data, quando Pino Daniele oltre una decade fa, prima che il rap diventasse un trend da classifica e da social, li chiamava «i due mascalzoni». Quei due mascalzoni in effetti sono quelli che, ancor prima che Geolier venisse artisticamente al mondo, hanno posizionato il rap in lingua napoletana nella geografia della musica italiana mainstream. Un’impresa. Tanto che The Album, la cui direzione artistica, saggiamente, è stata messa interamente nelle mani di Don Joe (lavoro meraviglioso) segna certamente un checkpoint nella storia della scena rap partenopea. Una ramificazione del genere che una volta veniva vista o come sperimentazione azzardata, interessante strafalcione dalle musichette televisive che imperversavano grigie sul cielo della nostra discografia o come, sostanzialmente, l’evoluzione di quella cafonata di neomelodico. Confermando come il largo pubblico, dell’approccio alla musica del capoluogo campano non c’ha mai capito granché. Ma questa è un’altra storia. Il rap poi è esploso, è entrato nella nostra cultura, ha divorato tutte le classifiche, ha abbandonato le cantine fumose e appiccicaticce per andarsi a prendere gli stadi, arrivando a necessitare, effettivamente, di un punto e a capo. Ecco, The Album rappresenta un punto e a capo, interpunzione, arrivati a questo punto della narrazione, necessaria nella cronologia della scena rap napoletana, e si tratta di un disco, una responsabilità, che spettava proprio a Rocco Hunt e Clementino. Il disco in sé è divertentissimo, luminoso, dinamico, i pezzi, tutti davvero di ottima fattura, vengono giù come acqua fresca ad agosto, riprendendo un certo appeal inizio 2000 ma servito con sonorità del tutto contemporanee. A nostro modesto parere il disco avrebbe meritato anche uno slot a Sanremo, magari con Parlami d’amore, uno dei pezzi più seriosi, più significativi, per noi migliori, ma a quanto pare i due non c’hanno nemmeno pensato all’eventualità. Fa niente, l’opera ha raggiunto un risultato ben più alto: uno ascolta e appena finisce gli viene voglia di ricominciare. Bravissimi.