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08 Novembre 2026 - 09:21 Gabriele Fazio

Modà – Bonnie & Clyde

Nella nostra testa il sound dei Modà è un bicchiere pieno fino all’orlo, ricco, ok, ma non sai nemmeno come portarlo alla bocca e alla fine quasi quasi ti stufi anche se stai morendo di sete. Bonnie & Clyde ha un testo molto quadrato, la storia in sé è raccontata molto bene, compreso proprio il punto di vista da cui è raccontata, d’altra parte Kekko è uno che penna in mano ci sa fare. Il brano darebbe anche spazio ad interpretazioni più sciolte, meno pompose, non per forza rap ma sicuramente più colloquiali. Poi però, sarà che per noi il tempo del pop rock non è mai esistito, e anche qualora fosse esistito comunque sarebbe ampiamente passato, il risultato è sempre in qualche modo fumoso. La voce, sempre un po’ tirata, intendiamoci: da professore, si prende la scena ammantando il tutto, non permettendo nemmeno un agevole ingresso nel pezzo. Così, anche quando potrebbe valere qualcosa in più, si perde totalmente di interesse verso la cosa e si archivia con facilità come l’ennesimo pezzo dei Modà, l’ennesima insopportabile lagna; che non è proprio la verità. Un pensiero che comunque si ringalluzzisce pensando al fatto che parliamo di una band che ha segnato il sound di un certo periodo della discografia italiana mainstream, un periodo che quando è finito abbiamo stappato la bottiglia buona.