E allora Vittoria la “adottiamo” noi.

di OPEN

Forse è la storia più emblematica della condizione dei giovani in Italia: laureata in matematica, dottorato a Oxford, la donna più veloce del mondo in bicicletta. Eppure Vittoria Bussi, 31 anni, è costretta a chiedere aiuto per potersi allenare e trovare un lavoro. In qualsiasi altro Paese del mondo, e per di piùa un anno dalle Olimpiadi, Comitato Olimpico e Federazione ciclistica farebbero a gara per aiutare la preparazione dell’unica atleta del pianeta ad aver superato i 48 chilometri in un’ora su pista. Da noi niente, neanche dopo che Vittoria ha raccontato la sua storia in una bella intervista al Corriere della Sera pochi giorni fa, rivelando che per questa stagione pre-olimpica le servono 16mila euro, spiccioli rispetto ai soldi che si spendono per campioni mai nati, in tutte le discipline.


Si è fatto avanti solo un privato, un dentista appassionato delle due ruote, con un’offerta generosa. Dal mondo dello sport niente di niente. E allora pensiamo che sia bello e doveroso aiutarla noi, di OPEN. Vogliamo che Vittoria sia uno degli emblemi della “meglio gioventù” di questo Paese messa ai margini dal disinteresse, dall’incuria, dal cannocchiale rovesciato di un sistema che guarda all’indietro e mai al futuro. Benvenuta a OPEN, campionessa.

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