Venezuela, il Parlamento europeo riconosce Guaidò. Astenuti Lega e M5s

Con una larga maggioranza, Bruxelles si è schierata apertamente con Juan Guaidò. Tajani: «L’Europa deve essere dalla parte della libertà del popolo». Di Stefano contro la decisione del Parlamento europeo: «contrari al fatto che un Paese o un insieme di Paesi terzi possano determinare le politiche interne di un altro Paese»

Con 439 voti a favore, 104 contrari e 88 astensioni, il Parlamento dell'Unione Europea ha riconosciuto Guaidò come presidente ad interim del Venezuela. La risoluzione, adottata con larga maggioranza, è stata annunciata dal presidente Antonio Tajani: «Il Parlamento – ha detto – è la prima istituzione europea ad averlo riconosciuto. Chiediamo a tutti gli Stati membri e all'Alto rappresentante dell'Ue di fare subito lo stesso per tenere una posizione unica e forte».

I parlamentari europei del Movimento 5 Stelle e della Lega si sono astenuti sulla risoluzione, assieme a diversi membri del Partito Democratico. «Il riconoscimento di Guaidò come Presidente legittimo da parte del Parlamento europeo è un atto politico che rischia di destabilizzare e far precipitare la crisi venezuelana, rendendo più difficile il dialogo e una soluzione negoziale», hanno spiegato i senatori M5s in commissione Esteri a Palazzo Madama.

Venezuela, il Parlamento europeo riconosce Guaidò. Astenuti Lega e M5s foto 1

Antonio Tajani

Manlio Di Stefano, sottosegretario agli Esteri del M5s, si è opposto al voto, e in un'intervista a Tg2000 ha dichiarato: «L'Italia non riconosce Guaidò perché siamo totalmente contrari al fatto che un Paese o un insieme di Paesi terzi possano determinare le politiche interne di un altro Paese. Si chiama principio di non ingerenza ed è riconosciuto dalle Nazioni Unite». Un commento che rispecchia le diverse fazioni all'interno del Governo.

Matteo Salvini, alleato del Movimento, si è invece dichiarato più volte a favore di Guaidò. Una posizione che ha attirato le critiche del grillino Alessandro Di Battista che, il 31 gennaio, ha ribadito la necessità di evitare un'altra crisi come quella libica: «Io già lo vedo tra qualche anno Trump e i politici italiani dire: "la guerra in Venezuela è stato un grande errore". Li sentite parlare oggi sulla Libia non è vero? Tutti ammettono l'errore fatto».

Il voto del Parlamento Ue avvicina l'Europa agli Stati Uniti e agli altri Paesi che hanno appoggiato l'autoproclamazione di Guaidò. Rimangono invece ferme le posizioni di Russia, Cina e Turchia, che continuano a sostenere il governo di Maduro, accusando gli Usa di aver messo in piedi un colpo di stato. Qualche giorno fa aveva fatto scalpore l'appunto apparso sul blocco note del consigliere per la sicurezza John Bolton: «5 mila truppe in Colombia», facendo pensare che gli Stati Uniti siano intenzionati a intervenire militarmente in Venezuela. Il 30 gennaio Maduro aveva aperto a un dialogo con l'opposizione, dichiarandosi pronto a indire elezioni parlamentari, ma aveva rifiutato categoricamente il ritorno alle urne per una nuova corsa presidenziale.

Leggi anche