Elezioni in Senegal: chi è Sonko, il candidato anti-imperialista, contrario al Franco delle colonie

di Cristin Cappelletti

Ex ispettore della tasse, è il candidato più giovane in corsa per la presidenza del Paese. Nella sua agenda spicca una voce: rinunciare al franco francese in favore di una moneta locale

Sarà una sfida a cinque quella per la presidenza del Senegal. Domenica 24 febbraio 6.5 milioni di persone sono chiamati alle urne. Il Paese voterà per la prima volta da quando nel 2016, attraverso un referendum, il mandato presidenziale è stato ridotto da sette a cinque anni. Nel caso uno dei candidati non ricevesse più del 50% dei voti, assicurandosi la vittoria, passeranno al secondo turno i candidati più votati.

In palio per il Senegal c’è molto di più che il semplice rinnovamento di un mandato istituzionale. Il Presidente in carica Macky Sall ha portato il Paese a una crescita nel settore delle infrastrutture, a una diminuzione e una conseguente redistribuzione della ricchezza. In carica dal 2012, l’ingegnere geofisico è riuscito a mantenere le promesse di modernizzazione fatte in campagna elettorale grazie anche agli ingenti investimenti di Pechino la cui presenza in Africa è sempre più ingombrante. Strade, autostrade, e aeroporti, i soldi cinesi hanno aiutato il Senegal a diventare uno dei Paesi più stabili dell’area.

Elezioni in Senegal: chi è Sonko, il candidato anti-imperialista, contrario al Franco delle colonie foto 2

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Nonostante i progetti di sviluppo, con il 60% della popolazione al di sotto dei 25 anni, il tasso di disoccupazione giovanile è ancora molto alto e i candidati all’opposizione sperano di poter far leva sulle promesse mancate e sulla voglia di riscatto dei giovani senegalesi. I leader all’opposizione accusano Sall di aver sperperato il denaro in progetti di modernizzazione rischiando di indebitare il paese senza portare un reale vantaggio ai cittadini.

A tenere banco nella sfida elettorale è stato soprattutto il continuo (e mai spezzato) legame con la Francia. Il Senegal, ex colonia francese, ha mantenuto un rapporto sempre molto stretto con le aziende francesi, coinvolte in molti settori tra cui la sicurezza e l’industria delle telecomunicazioni. La continua influenza di Parigi è diventata argomento di dibattito. A fare di questa questione il pilastro della sua campagna elettorale è stato Ousman Sonko, 44 anni, il candidato più giovane in queste elezioni.

Elezioni in Senegal: chi è Sonko, il candidato anti-imperialista, contrario al Franco delle colonie foto 1

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Ex ispettore delle tasse, ha fatto della lotta alla corruzione e al legame con la Francia i suoi cavalli di battaglia, tanto da fargli guadagnare una popolarità sempre più ampia, specialmente tra le giovani generazioni. Sonko ha promesso in particolare di rinunciare alla moneta del Franco Cfa utilizzata da altri sette paesi africani, a favore di una moneta locale.

Secondo alcuni osservatori l’utilizzo del franco sfavorirebbe i Paesi africani, che, tra le altre cose, sono legati al deposito del 50% della valuta estera nelle casse di Parigi. La Francia è inoltre il primo partner commerciale di Dakar, operando, tra le altre cose, in molti giacimenti di petrolio e gas. Con la sua azienda nazionale, la Total si è assicurata nel 2017 un vantaggio nell'esplorazione delle risorse naturali del Senegal. Sonkon è il candidato più giovane in corsa per la presidenza. Le sue posizioni anti-imperialiste potrebbero renderlo ancora più forte di fronte a un elettorato giovane e alla ricerca di lavoro e stabilità.