A Salvini basta una settimana per l’autonomia. Ma Di Maio: «Non lasceremo che l’Italia si spacchi»

Soddisfatti i presidenti delle regioni in mano al centrodestra, Attilio Fontana e Luca Zaia, convocati il 27 febbraio al Viminale. Ancora da definire il ruolo da assegnare al Parlamento sulle intese definitive

La corsa di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna verso l'autonomia regionale avevasubito una battuta d'arresto dopo il consiglio dei ministri del 14 febbraio e i più recenti risultati alle elezioni regionali. Si era discusso di bozze di intese, senza un accordo sulle versioni definitive.Il ministro dell'Interno Matteo Salvini aveva poi convocato al Viminaleil ministro degli Affari Regionali Erika Stefani e i presidenti delle regioni in mano al centrodestra, Attilio Fontana e Luca Zaia, per rassicurare i governatori leghisti. Ma è Luigi Di Maio a frenare sul tema:«Noi sosteniamo l'autonomia ma non lo spacca-Italia», dice intervistato oggi su Repubblica.

«All'ottimo ministro Stefani lo abbiamo detto chiaramente: permetteremo alle Regioni che lo chiedono di poter gestire alcuni servizi. Ma il percorso non sarà breve. Ci sarà una pre-intesa approvata in Cdm dopo un vaglio politico mio, di Salvini e di Conte», continua Di Maio. Di questo dossier hanno parlato ieri il presidente del Consiglio e i due vicepremier, durante un vertice serale.

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Esattamente un anno fa veniva firmato a Palazzo Chigi il contratto per l'Autonomia con l'allora governatore lombardo Roberto Maroni, Stefano Bonaccini e Luca Zaia. Ancora da definireil ruolo da assegnare al Parlamento sulle intese definitive tra il Governo e i presidenti delle Regioni. Semplice ratifica o possibilità di intervenire davverodurante il passaggio parlamentare?
«Ci hannochiesto qualche settimana in più di approfondimento e il coinvolgimento del Parlamento – aveva spiegato il vicepremier Salvini – siamo una Repubblica parlamentare e ritengo che sia giusto così», scegliendo la strada più morbida di frontealle critiche del Movimento 5 Stelle. Secondo il ministro dell'Interno entro questa settimana i documenti finali per le intese con le tre Regioni dovrebbero essere discusse dal governo.

Intanto altre regioni hanno chiesto di aderire a provvedimenti simili: «Prendiamo atto che stiamo vivendo un momento storico: lo dimostrano le altre Regioni che hanno avanzato richiesta di autonomia. Pensiamo a Liguria, Piemonte, Campania, Toscana, Umbria e Marche. È una richiesta di buona amministrazione e di spesa trasparente che si sta diffondendo in tutto il Paese». Molto critica sul tema la regione Toscana guidata da Enrico Rossi, che ha approvato una risoluzione in consiglio regionale contro l'autonomia. Il governatore della Campania Vincenzo De Luca si chiede: «L'autonomia differenziata porta a una migliore gestione delle nostre risorse? No, chi non ha risorse è destinato ad affondare».